Incendi Adria: altro sopralluogo, dubbi sulle operazioni di spegnimento

Foto Trozzi
Incendio 17 .7.2014 Adria nucleo industriale Sulmona-Pratola Peligna foto Trozzi

Pratola Peligna (Aq). Oggi c’è stato un altro sopralluogo all’Adria gomme, l’azienda che per la Regione non esiste. Si tenta purtroppo di seminare dubbi anche sull’operato dei vigili del fuoco. Si scopre inoltre che erano 8 i dipendenti impiegati dalla ditta di riciclaggio pneumatici che stava per fallire e non erano dunque solo 2 gli operai impegnati anche nello spegnimento delle fiamme del 17 e del 22 luglio, come dichiarato dall’amministratore. 

Deposito Adria Foto Trozzi Report-age.com 2014
Deposito Adria Foto Trozzi

L’aria è irrespirabile nel nucleo industriale al confine tra Pratola Peligna e Sulmona, basta che si alzi un tantino la temperatura e l’umidità esplode con quell’odore acre, pungente, ripugnante di bruciato della gomma che devasta e fa venire la nausea.

Big bag pieni di fibre dell'Adria foto 19.07.2014
Big bag pieni di fibre dell’Adria 19.07.2014
foto Maria Trozzi
Foto Maria Trozzi

Quei mucchi di pneumatici bruciacchiati e non ancora rimossi vanno subito smaltiti, c’è più rischio d’incendio ora che prima, lo scrive nelle relazioni l’Arta. All’Adria Abruzzo, questa mattina, c’è stato ancora un altro sopralluogo dell’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente che intende analizzare anche l’aria pesante che dal sito si spande e, in certe ore del giorno, si fa davvero irrespirabile dalle parti dell’area industriale. Sono stati prelevati dal deposito di pneumatici i prodotti delle triturazioni dei copertoni perché, si dice, sarebbero stati sminuzzati in modo irregolare.

Altra singolare novità della ditta inesistente (perché l’autorizzazione a proseguire l’attività, rilasciata a settembre scorso dall’ente regionale, non era valida senza ottemperare alle prescrizioni) è che non sarebbero solo in 2 a lavorarci. Nel rimpallo di responsabilità, di fatto, l’unica certezza è che a lavorare all’Adria gomme erano almeno in 3 in quei giorni di luglio e i controlli nel sito non sono mancati nemmeno nei mesi precedenti gli incendi. Ora si scopre che erano 8 i dipendenti dell’azienda e non 2 come dichiarato dall’amministratore unico della ditta fallita, la srl o forse l’Adria Abruzzo. Insomma sbrogliare la matassa sta diventando davvero difficile. Domani pomeriggio gli ex dipendenti della ditta Adria si incontreranno con i sindacalisti della Cgil di Sulmona per definire un piano d’azione sindacale a tutela dei loro diritti. Nessuno fino ad ora si è preoccupato di loro. Tra questi dovrebbe risultare anche l’operaio pachistano, di colore, che tutto solo e con la carriola si dava da fare sabato 19 luglio nella azienda che ricicla pneumatici, proprio a ridosso dei due incendi. A cercarlo durante il secondo incendio sono stati anche alcuni di Pescara, in auto, e si dice che l’uomo sia stato raccomandato da una ditta che nella Costa adriatica opera nello stesso settore del riciclaggio ed è collegata all’Adria.

Foto Trozzi
19.07.2014 Lato Nord Adria con sacchi in ordine, integri e pieni
Piazzale Adria gomme, sabato pomeriggio 19 luglio 2014 Foto Maria Trozzi
Lato Sud piazzale Adria, pomeriggio del 19.07.14 Foto Trozzi

Che dire poi delle affermazioni di un ex dipendente dell’azienda: “Il secondo incendio sarebbe stato causato dal fatto che a prendere fuoco è stato un mucchio di triturato senza sabbia” ha dichiarato l’uomo.

Foto Maria Trozzi
Foto Maria Trozzi
Report-age.com
Maria Trozzi report-age.com
Incendio 17 luglio 2014 Maria Trozzi
Report-age.com

Sappiamo tutti come lavorano e hanno lavorato le squadre dei vigili del fuoco, nei mesi di luglio, per rendere innocui i 2 incendi e per scongiurare guai peggiori alla Valle Peligna e non si può pensare ad una svista, per i pompieri un banale errore può valere la vita di tante persone, mettere in dubbio il loro operato per difendere le ragioni di un’azienda in quelle condizioni appare poco corretto, si seminano dubbi anche sulla messa in sicurezza del sito. A questo punto i nodi vengono al pettine, voci di corridoio riferisco che agli investigatori impegnati nelle indagini sulla vicenda non risulterebbe affatto, entrambi gli incendi sarebbero dolosi. Strano poi che a bruciare sia stato il residuo del triturato, inutilizzabile, mentre le fiamme avrebbero risparmiato la parte buona ossia il triturato da vendere. A confermarlo le nostre foto scattate nell’afoso sabato del 19 luglio mariatrozzi77@gmail.com

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