Dossier petrolio. Adriatico sotto scacco per un pugno di taniche

mappa-piattaforme18Tra le aree maggiormente interessate dalle estrazioni petrolifere è il tratto del mare Adriatico centrale, di fronte le coste marchigiane e abruzzesi a contenere il 56% delle riserve certe presenti nel sottofondo marino italiano.

petrolio-adriatico-550x300Sembrerebbe una gran risorsa se non fosse per il fatto che quel 56% fa riferimento ad un totale di 9,778 milioni di tonnellate di petrolio stipato ed estraibile complessivamente da tutto il sottosuolo italiano. Una quantità davvero irrisoria se si pensa che 9,778 milioni di combustibile sono sufficienti, a malapena, per soddisfare il fabbisogno del Bel Paese per sole 8 settimane. E per soli 56 giorni di autonomia energetica vecchio stampo siamo disposti a sacrificare e svendere il futuro di interi territori, a vocazione turistica, che si stanno riorganizzando con fonti energetiche alternative e ad impatto ambientale ridotto? Questo stando ai dati sui consumi nazionali pari a 59 milioni di tonnellate di petrolio in Italia per l’anno 2013 senza trascurare una diminuzione dei consumi petroliferi che nell’ultimo anno registra un decremento del 5% mentre l’estrazione dell’oro nero impenna +2% a livello nazionale (terra e mare).

Ad oggi sulle coste abruzzesi e marchigiane, che le compagnie petrolifere sviliscono indicandole come Zona B, sono 6 le piattaforme operative: Rospo mare A, B e C, con i suoi 31 pozzi produttivi, Sarago Mare 1, Sarago Mare A e Vongola Mare da cui nel 2013 sono state estratte 221.312 tonnellate di petrolio. Questi alcuni dei dati del Dossier petrolio Per un pugno di Taniche a cura di Giorgio Zampetti, Andrea Minutolo e con la collaborazione di Gaia Mascaro, sotto l’egida di Legambiente e Goletta verde, appena pubblicato.

Sono più di 724 mila le tonnellate di petrolio estratte nei mari italiani nel 2013 dai titoli di coltivazione vigenti, ben 250 mila tonnellate in più rispetto a quanto prodotto nel corso del 2012, con un incremento del 53% in un solo anno.

A conferma che il trend di estrazione di petrolio a mare è in costante crescita, ci supportano i dati relativi ai primi 5 mesi del 2014, dai quali si evince che sono state oltre 315 mila le tonnellate di greggio estratte a mare, 70 mila in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Le società che hanno estratto la maggiore quantità di petrolio sono state, per il 2013, Eni ed Edison che insieme posseggono 2 dei maggiori titoli estrattivi italiani a mare: 
 - il primo è sulla costa abruzzese tra Ortona e Vasto ha estratto 155.759 tonnellate di petrolio, poco più del 20% della produzione nazionale in mare di idrocarburi; questo titolo (B.C8.LF), dotato di 3 piattaforme (Rospo Mare A, B e C), dal gennaio al maggio del 2014 ha estratto 101.700 tonnellate di petrolio, ben 25 mila in più rispetto al corrispondente periodo del 2013;
 - l’altro titolo permette alle 2 società di estrarre a largo di Ragusa, nel canale di Sicilia (titolo C.C6EO)

Le istanze di concessione di coltivazione nel mar Adriatico sono attualmente 2, una dell’Agip (d 26 B.C-.AG) a largo di Ortona, con una estensione pari a 58,5 Kmq e l’altra della Medoilgas Italia, sempre sulla costa abruzzese di Ortona, per una estensione di 109,2 Kmq. Mentre la prima istanza di concessione si trova nella fase primordiale pre-CIRM (istruttoria), la seconda relativa al progetto Ombrina mare 2 è in una fase avanzata, ovvero quella di Valutazione di impatto ambientale (Via), più precisamente dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) richiesta nel 2013 dal ministero dell’ambiente.(Ultimissime)

A giugno 2014 risultano avviati anche 7 permessi di ricerca, già rilasciati, nell’area dell’Adriatico centro-meridionale per un’area marina di circa 2.800 Kmq:
 - di fronte alla costa abruzzese e molisana sono attivi 5 permessi di ricerca: titolare di 3 permessi è la Petroceltic Italia per un totale di 945 Kmq; sempre la Petroceltic insieme alla Cygam Energy Italia è titolare di un permesso di 126 Kmq mentre la Medoil Gas ne detiene un altro di estensione pari a 271,2 Kmq. 
 - istanza in fase decisoria cioè ha completato l’iter di approvazione previsto dalla legge ed è in attesa del conferimento del permesso la richiesta della Petroceltic (d 505 B.R-.EL) a largo della costa abruzzese e molisana per un totale 729,7 kmq

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