Protesta strada 487 ancora chiusa. I Pacentrani: “Ridateci la montagna”

Pacentro (Aq). “Ridateci la montagna!” chiedono i manifestanti in protesta sotto la pioggia d’alta quota sulla ex strada regionale 487. Dall’altra parte della barricata c’è la Provincia dell’Aquila con le sue competenze che ha chiuso lo scorso 11 marzo, per l’ennesima volta, la Morronese, da Pacentro verso Passo San Leonardo. E problemi alla viabilità non mancano verso Roccamorice o a Caramanico Terme, in provincia di Pescara.

Aggiornamento 1, 2  e 3 

Oltre lo sbarramento della sr 487
Oltre lo sbarramento della sr 487 Foto Trozzi

Chiedono che sia possibile circolare con le vetture almeno su una carreggiata della strada provinciale. Sulla testa dei manifestanti il muro di contenimento del chilometro 44+030 dove la frana minaccia. Loro però stanno calmi e tranquilli, conoscono i battiti della montagna. Eppure la frana, per un fronte di circa 30 metri lineari, (si legge nell’ordinanza provinciale) incombe perché la strada “a causa delle intense precipitazioni piovose di questi giorni è stata interessata da smottamenti di tipo franoso”. E davvero questa la causa?

Curva sant'Agnese .. prima dello sbarramento sulla sr 487
Curva Sant’Agnese Foto Maria Trozzi

Dinanzi la caterva di blocchi in cemento che interrompono il cammino incontriamo Guido Maiorano, alla tenera età di 84 anni il gestore dell’Albergo circolare di Passo San Leonardo ricorda con impressionante lucidità le condizioni del sinuoso tragitto a serpentone che conduce alla montagna Madre, la Majella. Lui, Maiorano, è la coscienza critica del massiccio montuoso del Morrone e con affianco Guido Angelilli, sindaco di Pacentro, rinfresca la memoria ai giornalisti: ”Sono 45 anni che faccio questa strada e per 25 anni lì, dove questi si sono tanto spaventati, c’è tutta l’acqua di 2-3 chilometri che scende lì, ma 25 anni fa mentre rifacevano un pezzetto di asfalto sul chilometro 44, il pezzo incriminato, un signore che stava lì mi fermò perché dovevano rullare un po’ di asfalto, mi disse <aspetta un secondo> e ho aspettato e nella conversazione che ne seguì mi disse <abbiamo fatto un carotaggio qui sotto questo bel cemento non c’è nulla>. Cioè la montagna non c’era, già era scesa. Adesso perché è caduto un masso chiudi la strada per anni e vuoi spendere 700 mila euro?”. Il signor Maiorano, come tanti, è convinto che “Le cause sono da ricercarsi nella completa mancanza di manutenzione da parte della Provincia dell’Aquila _ denunciano quelli del posto _ i margini della strada non sono stati puliti per un ventennio, terriccio ed erbacce la fanno da padroni” giusto il tempo di far crescere rigogliose e robuste ginestre Qui su l’arida schiena del formidabil monte scriveva Giacomo Leopardi nel fiore del deserto. In alta quota, su Pacentro, proprio di deserto si tratta. La strada chiusa non attira nemmeno una mosca. Il passaggio è interdetto. Colpa dell’acqua piovana costretta s infiltrarsi tra le crepe del manto stradale, non ha altri sfoghi. Colpa dell’erosione parziale della lingua d’asfalto, del  sottosuolo incerto e franoso.

Una sola risposta preme dare per questa strada: mancata manutenzione, poca sensibilità nei confronti delle comunità locali che prima vivono il dramma dell’abbandono e poi quello dell’isolamento per scelte sin troppo affrettate, punto e basta? No, non è tutto, sono stati eseguiti dei carotaggi a non più di un metro dal margine a valle. La soluzione potrebbe davvero essere l’apertura a mezzi non pesanti dell’area.

“Un lavoro da 40 mila euro basterebbe per mettere in sicurezza l’area” dice qualcuno e fioccano incarichi agli avvocati per denunciare quanto sta accadendo in quei posti per imbastire le pratiche e chiedere i risarcimenti danni, forse anche con una classaction . Il danno economico è evidente, paradossale, ne parla anche Fulvio Bussi gestore del maneggio al bivio Passo San Leonardo-Campo di Giove: “Non fate le cose alla leggera, cade un masso e voi chiudete la strada abbandonandoci completamente e mettendoci in grandi difficoltà”.

Sindaco di Pacentro Angelilli
Guido Angelilli

Da quando si è insediato alla guida di Pacentro Guido Angelilli si sta battendo per la causa: incontri, scontri,  sottoscrizioni e persino un consiglio comunale celebrato all’aperto, in piazza la scorsa sera, per spiegare ai suoi concittadini cosa sta accadendo e per quantificare il danno economico che mette in ginocchio le attività per le continue chiusure indiscriminate della via di comunicazione. Che dire delle altre località turistico-montane della Maiella? Anch’esse sono rimaste al palo, se non fosse per altre strade sarebbero oramai isolate. Non sono nuovi a questa situazione, i Pacentrani sanno a cosa vanno incontro e cercano qualcuno che ascolti le loro ragioni.

Documento di solidarietà dei sindaci della sr 487
Documento di solidarietà dei sindaci per la ss 487

Interessati dal passaggio della sr 487,  in un  documento sottoscritto appena ieri (25.7.2014), i primi cittadini di Caramanico Terme (Pe), Simone Angelucci, di Sant’Eufemia a Maiella (Pe), Francesco Crivelli, di Roccamorice (Pe), Alessandro D’Ascanio, di San Valentino (Pe) Antonio Saia e Pacentro (Aq) esprimono assoluta vicinanza alla comunità che sta subendo il disagio e contestualmente, con un accorato appello alle autorità competenti,  chiedono di accogliere al più presto le istanze delle popolazioni che a gran voce chiedono soltanto di poter godere di un proprio diritto, a fronte dei continui sacrifici a cui da troppo tempo ormai sono sottoposti.

Sono due le possibilità per mettere in sicurezza il tratto incriminato...
  • La prima è fare due conti con il preventivo di spesa di oltre 600 mila euro per un intervento sul  punto franoso, ma tutti quei soldi non ci sono anche se la vice presidente della Provincia, Antonella Di Nino, rassicura. Ha già garantito un capitolo di spesa in bilancio per l’opera, ma non sappiamo ancora quantificare la garanzia.
  • La seconda possibilità è davvero meno costosa, con un preventivo di spesa pari ad 1/3 del primo (ossia 200 mila euro circa). Si risparmia in sicurezza?

“Tocca ai tecnici capire quale dei 2 interventi è il più adeguato alla situazione” dichiara Angelilli, in prima linea e sotto la pioggia con i concittadini oggi pronti a dare battaglia perché convinti che la strada non era da chiudere totalmente. Sul posto della manifestazione di protesta non manca una pattuglia dei Carabinieri della stazione di Pacentro. Arrivano persino i trattori, sembra una val Susa in miniatura. Il divieto di transito si può applicare sul punto interessato e per una sola corsia di marcia così da non creare ai pacentrani un disagio e una tassa aggiuntiva già imposta nel recente passato. Sì perché qui la storia è proprio lunga e la raccontiamo.

ruspa lavori strada Morronese
Foto Maria Trozzi

Sulla strada per raggiungere il piccolo corteo in protesta oggi ci imbattiamo in un cantiere sonnolento per mettere in sicurezza e consolidare una costola del Morrone. Dovrebbe trattarsi dei lavori  partiti la bellezza di 5 anni fa. Da marzo al 1 agosto 2009 l’intervento venne messo su carta per frenare gli smottamenti della strada provinciale 487. Anche in quell’occasione la carreggiata viene completamente sbarrata e poi riaperta a senso unico alternato nel tratto interessato dalla frana, siamo al km 46-580 ed è ancora tutto da sistemare, i lavori in questione sono quelli che nel progetto dell’Amministrazione provinciale sono già costati 700 mila euro, circa. Se questi sono i tempi di esecuzione andranno praticamente fallite tra qualche anno le attività agricole, il commercio locale, le iniziative imprenditoriali dell’area si spegneranno e saranno in via d’estinzione artigiani e famiglie. “Mica si può essere costretti, ogni volta che cade qualcosa dal costone di roccia, ad imbastire una protesta per chiedere la riapertura della strada?” dicono i manifestanti. Sia chiaro, è importante la messa in sicurezza ma è fondamentale anche la cura della Provincia per la manutenzione della ex strada regionale. Almeno da queste parti e tutto attorno si sente e si vede quanta cura è stata data!

Lavori di contenimento costone al km 46+580
Contenimento costone Morrone km 46+580 Foto Trozzi

Altri lavori di consolidamento interessano una scarpata in un altro punto della Morronese, naturalmente anche questi sospesi. E per l’occasione la previdente Provincia chiude tutto il tratto negando un collegamento indispensabile per la popolazione dell’entroterra abruzzese che di quella via di comunicazione si serve per raggiungere le caratteristiche località montane. Dopo una serie di studi per esaminare la consistenza della strada, l’ente si tranquillizza e riapre alla circolazione il Ponte La Rocca, senza incidenti.

Protesta sulla Morronese 26.7.2014
Protesta sulla Morronese, foto Trozzi

“Ridateci la montagna!” altrimenti bisognerà continuare a passare per Cansano e Campo di Giove, sempre in provincia di L’Aquila, allungando di chilometri e chilometri il tragitto e spendendo in carburante. Non è solo il prezzo della benzina a pesare sui disastrati bilanci delle famiglie pacentrane condannate all’isolamento se non si interviene al più presto per riaprire l’infrastruttura. Che dire poi di chi deve scendere a valle per andare a lavorare a Sulmona o al contrario deve salire a monte perché ha gli animali nello stazzo, la stalla e il bestiame sui pascoli d’alta quota.

I trattori in azione Protesta 487 Pacentro riaprite la strada
Protesta ss487 “Riaprite la strada”

Recidivi in Provincia nel chiudere la strada a prescindere, considerando con estremo ritardo le possibili alternative, quella ad esempio della circolazione alternata sui tratti interessati da smottamenti. Così per la frana del 27 marzo 2009, una ventina di metri prima di raggiungere la curva di Sant’Agnese, da Pacentro, la Provincia di L’Aquila impone 3 sbarramenti: in montagna nei pressi del bivio, 1 a Piano dell’Orso e l’ultimo a San Rocco. La frana non è tanto grande e alle proteste dei ristoratori si aggiungono quelle dei commercianti, dei turisti e dei cittadini così l’ente cede e il tratto completamente chiuso si riapre alla circolazione veicolare, solo per una metà. Questo in attesa di stanziare fondi per gli interventi di messa in sicurezza. Diversi anni fa, per alcune pietre cadute sulla Morronese, la Provincia ne dispone la chiusura, poi ancora un passo indietro e una carreggiata diventa percorribile alle auto, ma solo sul tratto non pericolante.

Ancora nel 2012 cede il terreno in un tratto della strada sottostante alla forma dell’Acqua e di nuovo e si mette in campo l’ormai noto provvedimento di chiusura totale della strada. Dopo qualche mese il ravvedimento che annuncia la riapertura al traffico per una sola corsia, sudata 7 camice dai Pacentrani.

mariatrozzi77@gmail.com

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