Incendi Adria. Ordinanze per vietare uso di prodotti coltivati sino a 500 metri dall’area dei roghi

Foto Trozzi
Foto Trozzi

L’Aquila. La riunione in Prefettura a L’Aquila è appena finita. La situazione è sotto controllo, nell’area degli incendi stanno ancora operando i Vigili del fuoco e si procede alla rimozione del materiale bruciato. E’ vietato consumare i frutti delle campagne circostanti il sito (sino a 500 metri) ed è necessario lavare accuratamente quelli al di fuori della zona rossa usando prodotti impiegati per la sanificazione degli alimenti.

Altra discarica di pneumatici 10.09.2014

Deposito Adria Gomme 25.07.2014 Foto Trozzi
Deposito Adria Gomme 25.7.2014 Foto Trozzi

I dati non sono allarmanti, ma è anche vero che il tavolo convocato dal vice Prefetto Giuseppe Guetta, sollecitato dal Comune di Pratola Peligna, è durato tantissimo. Sono intervenuti i rappresentanti delle comunità danneggiate dai due roghi alla Adria Abruzzo srl, probabilmente di origine dolosa (17 e 22 luglio 2014). Da tempo L’Adria gomme srl naviga in cattive acque, è da un mese che manca l’energia elettrica in azienda e da 8 mesi che non vengono retribuiti i due impiegati dell’impresa. Non si sa invece chi è che paga l’operaio di colore impegnato nel sito, anche sabato pomeriggio, probabilmente residente nel pescarese. 

Nella riunione, tenuta dalle 10.15 alle 15, sono state rese note le relazioni dell’Arta e della Asl sui controlli della qualità dell’aria, dell’acqua e sui livelli di inquinamento nell’area del nucleo industriale al confine tra Pratola Peligna e Sulmona, situazione da approfondire con un altro incontro fissato per mercoledì pomeriggio sempre in Prefettura a L’Aquila, alle ore 15. Sono state bruciate tonnellate di pneumatici fuori uso e materiale plastico e per questo è fatto divieto di consumare prodotti coltivati nel raggio di 500 metri dall’area degli incendi (Vedi mappa). I punti per i monitoraggi, presi in considerazione sono 4, il punto bianco dalla parte opposta del luogo dell’incendio e poi un punto su Pratola, uno su Sulmona e l’ultimo sull’area del disastro.Mappa

Mappa dell’area in cui opera il divieto

I sindaci della Valle Peligna hanno immediatamente provveduto, con varie ordinanze, a vietare non solo l’utilizzo dei prodotti delle campagne lavorate nel raggio di 500 metri, in linea d’aria, dal luogo degli incendi, ma ad ordinare il lavaggio accurato dei prodotti al di fuori dell’area interessata. Le nubi tossiche non avrebbero sprigionato diossina, ma Benzene. Così confermano oggi gli esperti e la zona resterà ancora per molto monitorata. Oltre alla messa in sicurezza, si sta provvedendo alla rimozione dei rifiuti e alla caratterizzazione dei sito per accertare se è inquinato ed eventualmente procedere alla bonifica che, vista la situazione economica dell’azienda, potrebbe essere a carico dell’intera comunità  anche se, in amministrazione controllata, un’impresa dovrebbe essere assicurata da eventuali incidenti, ma in questo caso specifico sembra che le autorizzazione siano state riconfermate, con qualchen modifica, ma nelle more del rinnovo della polizza fideiussoria (ovvero l’assicurazione). Le indagini sui roghi passano nelle mani del Corpo forestale dello Stato. Leggi gli approfondimenti.

Le immagini oggi scattate dall’alto, da Maria Trozzi, di quel che resta del piazzale della Adria Abruzzo dopo gli incendi del 17 e 22 luglio. mariatrozzi77@gmail.com

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Ordinanza del Comune di Sulmona
Mappa
Mappa dell’area in cui opera il divieto

Comunicato Comune Sulmona

“Si è tenuto questa mattina presso la Prefettura dell’Aquila il tavolo tecnico convocato dal Prefetto per fare il punto della situazione e valutare le misure da intraprendere a seguito degli incendi che si sono sviluppati, il 17 e il 22 luglio, all’interno dello stabilimento Adria, sito nel Nucleo Industriale di Sulmona, all’interno del territorio del Comune di Pratola Peligna. Alla riunione erano presenti il Comuni di Sulmona e Pratola, la Regione Abruzzo, la Provincia dell’Aquila, la Questura dell’Aquila, i Carabinieri, la Guardia di Finanza, il Comando Provinciale del Corpo Forestale, il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco e la Polizia Provinciale, l’Arta Abruzzo e la Asl. L’Arta ha presentato una prima Relazione di servizio inerente l’incendio del 22 luglio, dalla quale è emerso che il decorso dell’incendio ha seguito una prima fase in cui si sono generati fumi che hanno prodotto ricadute trascurabili sul territorio di Pratola Peligna. Nel tardo pomeriggio invece il vento ha indirizzato i fumi verso l’area industriale di Sulmona, con ricadute a terra più importanti. A seguito della esposizione di tali dati, che escludono a detta dei tecnici le ipotesi di disastro ambientale, è emersa comunque la necessità di intervenire a tutela della salute pubblica, inibendo la consumazione di frutta e prodotti vegetali derivanti dalla coltivazione dei terreni posti all’interno di un’area avente raggio di metri 500 dallo stabilimento dell’Adria, nonché di disporre la pulizia e il lavaggio dei prodotti ortofrutticoli provenienti da terreni posti all’esterno di questa area. L’ordinanza rimane vigente fino a revoca espressa a seguito di accertamenti e comunicazioni degli organi di controllo”.

Sono trascorsi tre giorni dal secondo incendio e dalla seconda nube tossica e sino a questa ordinanza sindacale diffusa nel tardo pomeriggio del 25 luglio non c’è stata una particolare gestione dell’emergenza, ma un semplice appello, ripetuto in entrambe i roghi, per invitare i cittadini a tenere le finestre chiuse.  Qualcuno, in questa settimana, si è preoccupato di informare la popolazione sulle conseguenze delle polveri tossiche sprigionate dalle nubi? Chi ha consigliato di evitare certi alimenti prodotti nel territorio o almeno di pulirli accuratamente appena dopo il primo incendio? Per giorni, la città è rimasta sospesa al dubbio ed esposta al rischio e ancora sono trascorsi 3 giorni dal secondo incendio. Se capitasse ancora o per altre calamità cosa si fa, si aspetta la convocazione in Prefettura degli amministratori?

Il Movimento Ripensiamo il Territorio è tra i pochi che è intervenuto subito sulla vicenda e che da molto tempo chiede Subito e con Velocità il Piano Intercomunale di Protezione Civile

Comunicato del Movimento del 23.07.2014. "Tra le iniziative che rientrano nella immediatezza e velocità delle attività calendarizzate dal Movimento Ripensiamo il Territorio, nell’ambito del Gruppo di Lavoro con l’Amministrazione sulmonese e dei crescenti rapporti con le altre Municipalità, c’è anche l’elaborazione di una proposta progettuale per la costituzione di un Comitato di Protezione Civile Intercomunale, che non si esaurisce nella gestione dell’emergenza, ma deve occuparsi dell’ordinaria gestione nel rispetto delle modalità organizzative derivanti dalla disciplina generale. "Ora più che mai, visti gli eventi drammatici che stiamo vivendo, a causa dell’incendio del deposito pneumatici, non possiamo che sollecitare una forte accelerazione per un adeguamento del sistema locale di prevenzione, suggerendo la costituzione di un Centro Intercomunale di Protezione Civile e tutela ambientale, subito, anche a riscontro della situazione emergenziale in corso _ chiede  giustamente il Movimento, attivo soprattutto nell'entroterra abruzzese. "Sarebbe un’organizzazione integrata, di uomini e mezzi, sulla base di un Piano Intercomunale di Protezione Civile, che permetterebbe sul territorio iniziative volte a stimolare una più capillare informazione e cultura sulla Protezione Civile, coinvolgendo le Associazioni di Volontariato che svolgono operosamente le proprie attività nel settore a stretto contatto con le Istituzioni superiori come Prefettura, Provincia e  Sindaci, supportandoli nei casi di emergenza _ spiegano Gianni Natale e Giancarlo D’Alessandro _ coordinatori del Movimento _ Questa è una priorità che detta legge su tutto, in  specie nei casi come quello del ripetuto, temibile evento dannoso ancora in corso. Ricordando le Disposizioni in materia di riordino territoriale delle forme associate di Comuni, il Movimento sollecita l’immediatezza di una riflessione di tutti gli organi preposti, valutando necessaria ed urgente l’apertura a forme innovative di gestione coordinata di funzioni e servizi per l’esercizio associato delle attività di competenza dei singoli Comuni, in primis quelle inerenti la Protezione Civile. Nel rispetto della legislazione di settore e facendo salve tutte le responsabilità attribuite ai Sindaci dalla vigente normativa, potrà così essere avviata una Programmazione su base pluriennale con una gestione unitaria, che privilegi l’integrazione delle risorse umane, i mezzi e le attrezzature dei Comuni partecipanti, per migliorare l’efficacia e l’efficienza del servizio indispensabile di Protezione Civile, in particolare delle fasi di previsione, prevenzione, superamento delle emergenze e nel post emergenza, nell’ottica di potenziare e valorizzare il Sistema Regionale di Protezione Civile".(Movimento Ripensiamo il Territorio)

Aggiornamenti 

Diossina nel foraggio dopo l’incendio della discarica di colle Marcone 18.07.2015

Incendi pneumatici a luglio: Regione revoca autorizzazione all’Adria Abruzzo 19.02.2015

Incendi Adria: le scottanti rivelazioni della relazione Arta sui roghi di luglio 11.08.2015

Incendi Adria. Solo benzene  sull’area contaminata dal fumo. Vigili ancora all’opera 25.07.2014

Report incendi pneumatici tossicamente peligni 24.07.2014
 

Il fungo tossico dell’incendio all’Adria gomme. Le immagini  23.07.2014 

L’incendi Adria gomme. Colonna di fumo minaccia la Valle Peligna 22.07.2014

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