Transiberiana d’Italia in pericolo: scambio a Carpinone da smantellare

Foto Maria Trozzi

Quel deviatoio della stazione di Carpinone è ancora da smantellare, la soppressione del binario di scambio, nella località della provincia di Isernia in Molise, non è affatto dimenticata e la rimozione risulta ancora nell’elenco d’interventi allegato al Pir 2015 (Prospetto Informativo della Rete). In breve, lo smantellamento della Transiberiana d’Italia è servito sul piatto d’argento.

Foto Trozzi
Viadotto ferroviario Anversa degli Abruzzi

La eliminazione dello scambio alla stazione di Carpinone è ancora nei piani di Rfi (Rete ferroviaria italiana) insomma la Transiberiana d’Italia non è affatto salva. La direttrice di ferro che congiunge l’Adriatico al Tirreno potrebbe essere definitivamente spezzata in due se, entro il 31 luglio, non si presenterà un parere a Rfi sulla necessità di mantenere i viaggi in treno lungo l’intera tratta ferroviaria. Occorre ribadire l’inopportunità della soppressione dello scambio nella stazione di Carpinone per garantire l’intero percorso sui binari, senza soluzioni di continuità, su tutta la linea. Occorre presentare il parere alla società Rete ferroviaria italiana (Rfi spa) entro fino luglio perché questi sono i tempi ed è proprio questa la società partecipata che annualmente predispone il Prospetto informativo della rete, approvato e pubblicato dall’azienda solo dopo aver acquisito i pareri di tutti i soggetti interessati.

Transiberiana
Transiberiana

In Abruzzo però il soggetto interessato non si è ancora mosso e sono rimasti solo 14 giorni per farlo. Chi si è dimenticato di presentare un parere a favore della Transiberiana d’Italia? Nella stazione di Carpinone, in Molise, sono in programma dei lavori di trasformazione che la riducono a fermata. Lo chiarisce proprio oggi, in una interrogazione, il deputato di Sel Gianni Melilla che chiede al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi “Se non intenda svolgere una urgente iniziativa di sensibilizzazione nei confronti di RFI Spa per rivedere la sua scelta e rilanciare la relazione ferroviaria Sulmona-Carpinone per la sua valenza sociale, economica e turistica”.

Si pensava che con la Fondazione Ferrovie italiane, a gestire i treni storici sulla Sulmona – Carpinone, si sarebbe superato il problema, e invece nessuno ha fatto presente, almeno per il momento, che sono indispensabili le corse in treno sull’intera direttrice, altrimenti sarà irrimediabilmente decretata la morte della Transiberiana d’Italia e i viaggi turistici e storici saranno possibili solo a metà.
64388_285546608182943_642545323_nAssurdo poi il fatto che sia previsto un investimento sulla stazione di Castel di Sangro, ma che poi la stessa tratta si interrompa a metà del percorso. Se non si interviene, non sarà più possibile, con il treno, raggiungere Napoli dall’Abruzzo interno. A quanto pare la Fondazione non sembra interessata ad intervenir sui temi del trasporto ordinario, eppure, la stazione di Sulmona ha delle potenzialità incredibili, è la porta dei Parchi, con Carpinone completa gli ingressi e i collegamenti tra tutte le comunità dell’Altopiano Appenninico e del Meridione. L’insieme ferroviario potrebbe essere l’hub per eccellenza, un punto di snodo per il turismo, tra la montagna e il mare, tra la pianura e la collina, al confine dei Parchi e delle metropoli urbane. Quella di Sulmona è nella rosa delle ferrovie italiane delle stazioni ad interesse storico, una tra queste ha rimesso in marcia i treni storici della Valle dei Templi. Ad Agrigento, Maria Iacono, deputata agrigentina del Partito democratico, ha raccolto fiumi di firme per recuperare la tratta ferroviaria e con un’associazione locale gestisce i viaggi dei treni storici. A tirare gli attempati treni dell’etroterra abruzzese è il Parco della Majella, ci affidiamo dunque all’ottima intuizione del suo Presidente Franco Iezzi che ha preso a cuore l’iniziativa. Dalla fase di start up il passo avanti richiede però il coinvolgimento armonioso delle organizzazioni che mettono in piedi i favolosi tour ferroviari sull’incantevole tratta, a lungo andare e perfezionando il metodo, queste iniziative potranno produrre anche centinaia di posti di lavoro. Purtroppo qualcuno ancora non ha messo a fuoco e ha omesso, forse involontariamente, la necessità dei pareri al Pir che vanno presentati entro il 31 luglio 2014. E’ una corsa contro il tempo.
sulmona-carpinone-isernia altomolise.netPer concludere, da Reggio Emilia, fino alla Valle dei Templi, occorre salvare le reti ferroviarie minori che stanno per essere smantellate, perché per favorire la velocità si sono dimenticati di questi tracciati fondamentali della terza dorsale italiana, quella Appenninica che con l’Adriatica e la Tirrenica sarà il punto di forza  che trasporterà nel futuro la mobilità eco-logica strategica.
gnomi treno alparco-in-treno1Intanto tutto è pronto per la locomotiva degli gnomi. E’ la simpatica iniziativa organizzata dalla Ferrovia del Parco Nazionale della Majella che torna con due nuove corse, il 19 e 20 luglio 2014, per un fantastico viaggio tra le montagne del Parco a bordo di carrozze d’epoca anni ’40 trainate dalle storiche locomotive D343, sulla linea ferroviaria Sulmona Carpinone. Da Pescara, Chieti e Sulmona con il treno si raggiungerà la stazione di Palena, dove un bus navetta condurrà al Bosco di S. Antonio, per partecipare alla Festa nazionale degli gnomi celebrata nelle località dell'Altopiano maggiore d'Abruzzo.  Nel bosco, i viaggiatori potranno sedere a tavola con gli gnomi e dalle 15 si potrà assistere a spettacoli teatrali, laboratori, danza e racconti.

Interrogazione a risposta scritta sulla relazione ferroviaria Sulmona-Carpinone

Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti per sapere

premesso che

  • A norma del Decreto Legislativo 188/2003 sulla liberalizzazione dei servizi ferroviari, “Attuazione delle direttive 2001/12/CE, 2001/13/CE e 2001/14/CE in materia ferroviaria”, è previsto il PIR (Prospetto Informativo della Rete), strumento con la funzione di regolare i rapporti tra l’impresa ferroviaria e il gestore dell’infrastruttura; il PIR viene elaborato annualmente e viene approvato e pubblicato da Rete Ferroviaria Italiana dopo aver acquisito i pareri di tutti i soggetti interessati; nel caso specifico il PIR per l’anno 2015 prevede che per la ferrovia Sulmona-Carpinone, , la stazione di Carpinone in Molise sia interessata da lavori di trasformazione da stazione a fermata;
  • ciò comporta che per velocizzare la percorrenza sulla tratta Campobasso-Isernia-Venafro, il binario di scambio per Castel di Sangro-Sulmona venga tagliato, isolando quindi definitivamente l’intera linea senza possibilità di percorrerla più in futuro dall’Abruzzo fino ad Isernia e Napoli, con grave danno sia per la prospettiva di mobilità pubblica locale per l’intera area appenninica dalla Valle Peligna al Molise, sia per la più ampia direttrice Adriatico-Tirreno (Pescara-Napoli), sia poi per le grandi potenzialità turistiche che offre l’intero territorio appenninico e la stessa linea ferroviaria in sè, che subirebbe un colpo mortale se non fosse più possibile percorrerla provenendo dall’hinterland napoletano, tradizionalmente il bacino con la più alta domanda di turismo montano della zona verso il Parco Nazionale d’Abruzzo, il Parco Nazionale della Majella, il bacino sciistico di Roccaraso e dell’Altopiano delle cinque miglia;

se non intenda svolgere una urgente iniziativa di sensibilizzazione nei confronti di RFI Spa per rivedere la sua scelta e rilanciare la relazione ferroviaria   SULMONA-CARPINONE per la sua valenza sociale, economica e turistica. (Gianni Melilla – Roma 15 luglio 2014)

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20 maggio 2013. Requiem Transiberiana d’Italia. Il 23 maggio manifestazione ad Isernia

Cosa stanno macchinando attorno alla Transiberiana d’Italia? In media una volta l’anno si parla di manutenzione di aree ferroviarie legate alla tratta Sulmona–Carpinone e la chiusura di questa linea, prevista nei mesi di luglio e agosto, sarebbe necessaria per la sostituzione delle traversine e lo smantellamento dello scambio nella stazione di Carpinone. Non ha senso rifare il parquet ad una tracciato chiuso, da due anni (11.12.2011), al trasporto ordinario dei passeggeri. Non ha senso nemmeno per i gradevoli treni turistici che allietano la fine settimana in montagna. Hanno decretato la condanna a morte della Transiberiana d’Italia, imposero nel 2012 la cessazione della manutenzione sulla tratta montana, ma la società Rete ferroviaria italiana insiste a spendere ancora sul binario clinicamente morto. Al vento milioni di euro dell’Unione Europea (prima Cee) per finanziare interventi che in Abruzzo si adattano a infrastrutture segnate da un triste destino. Solo per citare un esempio: i milioni di euro impegnati per il rifacimento della linea Lanciano-Castel di Sangro e quelli per il collegamento delle due stazioni di Castel di Sangro. Perchè tutto questo sfaccendare quando lo scambio di Carpinone sta per essere smantellato e dunque, col treno, Napoli sarà irraggiungibile dall’Abruzzo! La direttrice di ferro che congiunge l’Adriatico al Tirreno è finita, sta per essere terminata. Il de profundis della Transiberiana d’Italia rende inappropriato l’uso del terminerisparmio se si rifiutano i vantaggi del treno e si lascia il fardello al trasporto su gomma. In Abruzzo vuol dire viaggiare d’inverno su strade di montagna innevate, ghiacciate, massacrate e franose, per andare incontro ad incidenti, molti mortali, col caro carburanti alle calcagna, col peso dell’inquinamento in un’area che è sotto l’egida del Parco nazionale della Majella. Che senso ha? Non è un’incognita per Francesco Tufano, Presidente dell’Associazione Transita onlus che riflette sulla decisione presa dalla società Rfi: chiusura per manutenzione e cambio traversine, ma con smantellamento dello scambio di Carpinone: “Come Transita, abbiamo previsto giovedì 23 maggio un incontro pubblico ad Isernia, in Molise, invitando politici e cittadini ad intervenire”. Tufano lancia un appello anche all’Abruzzo e a rispondere tempestivamente è l’Associazione Transappennino di Sulmona che parteciperà all’incontro per manifestare il dissenso delle popolazioni del Centro Abruzzo e dell’Alto Molise sull’imminente smantellamento dello scambio ferroviario nella stazione di Carpinone. Un fatto che renderebbe impossibile la prosecuzione dei treni verso Napoli, recidendo, in maniera irreversibile, lo storico collegamento Tirreno-Adriatico tra Pescara e Napoli. “Una tale decisione deve spingere Sulmona e la Valle Peligna a reagire, unendosi alla battaglia da più tempo cominciata nel Molise per convincere le Istituzioni del grave danno che verrebbe perpetrato all’economia di queste splendide zone montane, già gravemente provate dal sottosviluppo e dall’incessante spopolamento” scrive in un comunicato l’associazione sulmonese che ha raccolto la più ampia adesione tra i candidati a sindaco delle amministrative del 26 e 27 maggio a Sulmona ed invita anche gli esponenti delle liste civiche e di partito a sottoscrivere l’impegno e a lottare per impedire lo smantellamento della linea ferroviaria Sulmona-Carpinone. Maria Trozzi

Aggiornamenti

Col Treno storico del tartufo bianco riapre anche il tratto molisano 09.10.2014

Il sulmonese (forte e) Gentile alla guida di Rfi Luglio 2014
Transiberiana D’Italia. Odg del Consiglio comunale che impegna il sindaco Ranalli Luglio 2014
 

4 risposte a "Transiberiana d’Italia in pericolo: scambio a Carpinone da smantellare"

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