Pescara. Cementificazione selvaggia. Sgarbi: “Perversione da maniaci sessuali”

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Squisitamente impietoso il critico d’arte Vittorio Sgarbi a Pescara, passeggiando qualche giorno fa, tra l’Aurum e lo stabilimento le Paillottes, inoltrandosi su viale della Pineta, ha praticamente demolito le ristrutturazioni messe in cantiere o da tempo realizzate lungo il litorale, a Sud, e sugli storici edifici ingurgitati dalla cementificazione selvaggia.

Nel servizio televisivo andato in onda sull’emittente televisiva La7, dal titolo Come è stato distrutto il lungomare di Pescara per il programma televisivo L’aria che tira, Sgarbi ha mostrato la zona della Pineta*, una delle tante aree del capoluogo adriatico colpite dallo scempio edilizio che sta minacciando e devastando Pescara negli ultimi decenni e che soltanto in pochi hanno contrastato. Le parole del critico d’arte sono state chiarissime, come al solito: “Dimmi se è possibile che la perversione da maniaci sessuali porti a fare una cagata come questa che solo zucche vuote potevano fare”.

f0Quei pochi guardiani dell’ambiente e della città naturale che si sono ribellati alla cementificazione selvaggia oggi intervengono con un comunicato: “Sgarbi ha espresso giudizi e indicazioni sulla città in perfetta sintonia con le battaglie che come ambientalisti abbiamo condotto per anni sulle questioni urbanistiche. Tutte cose che abbiamo denunciato per anni venendo accusati di essere contro lo sviluppo, l’impresa, l’occupazione, mentre semplicemente abbiamo cercato di tutelare beni comuni come il patrimonio storico-architettonico, la memoria, il paesaggio, la vista mare, la qualità urbana, il concetto di legalità. Il servizio si apre mostrando come si sta realizzando nella Pineta in Viale Primo Vere 13 al posto di un villino degli anni ’30 ad un piano, una palazzina a tre piani con seminterrato e con tetto a guscio (alleghiamo foto n. 1) proprio a ridosso della spiaggia. Si tratta di un intervento autorizzato con uno sciagurato permesso edilizio del 2003 contro il quale è stata intrapresa una battaglia legale – tre processi penali dal 2003 in poi – purtroppo senza ottenere finora lo stop definitivo dei lavori.

f spiaggiaUn intervento e un’autorizzazione edilizia che derivano da una logica – quella contestata giustamente da Sgarbi – che ha portato nel corso degli ultimi due decenni alla sostituzione di numerosi villini o edifici della zona con palazzine di peraltro assai dubbio gusto architettonico, senza nessun controllo da parte degli organi amministrativi preposti, anzi con un elevato grado di tolleranza e assuefazione: “così fan tutti”. f4Appare incomprensibile che il Comune di Pescara faccia procedere un intervento di questo genere come se nulla fosse lasciando i privati cittadini da soli, e con mille ostacoli, insieme alle associazioni a doversi battere per la tutela ricorrendo in giudizio con estenuanti tempi giuridici. Nel servizio Sgarbi lamenta che persino laddove i tribunali si sono già espressi con sentenze passate in giudicato, come nel caso dello stabilimento Les Paillottes adiacente al villino Marino-Cipollone (foto n. 2) e dello scheletro edilizio denominato Palazzo Michelangelo (foto n. 3) sulla riviera nord a 7 piani sorto dalla demolizione di una villa anni ’40 a 2 piani, non si è ancora inspiegabilmente proceduto all’abbattimento degli abusi. f6Altri casi evidenti: la ristrutturazione dell’ex albergo in Via Primo Vere 48, adiacente al villino Spatocco, con cambio di destinazione d’uso e l’aumento di 2 piani oltre la volumetria (foto n. 4), la ristrutturazione del villino denominato Forcella (foto n. 5) ad un piano ad una struttura a tre piani (riviera nord-angolo via Ragazzi del’99); inoltre lasciati volutamente al degrado totale Villino Clemente (foto n. 6) adiacente all’Hotel Maja (riviera nord) e Villino Maria Teresa (foto n. 7) in Via Primo Vere. f2Per quanto sopra si invita l’Amministrazione comunale, recentemente insediatasi, ad intervenire immediatamente per bloccare i lavori di completamento della palazzina di viale Primo Vere 13 e nel contempo a predisporre le necessarie procedure per l’abbattimento delle costruzioni abusive, che costituiscono l’emblema delle violazioni non solo delle leggi, ma anche del buongusto, con cui si è operato sinora in questa città. Ci chiediamo Cui prodest? A chi giova tutto ciò?”.

Anita Boccuccia, Ville e palazzi dannunzianiDomenico Valente, Italia NostraAndrea Iezzi, Comitato abruzzese del PaesaggioLoredana Di Paola, WwfMaurizio Acerbo, PrcEdvige Ricci, MilaDonnaAmbienteGiancarlo Odoardi, FiabPescaraBici, Giovanni Damiani, Ecoistituto Abruzzo

* L'area della Pineta di pescara è sottoposta a plurimi vincoli: Prg art. 31 sottozona B1 Conservazione - demolizione con fedele ricostruzione - , Piano Paesaggistico Regionale: ex Legge 1497 del 26/06/1939 Zona dichiarata di notevole interesse pubblico e sottoposta a tutela paesistica. Dm 13/05/1965).

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