Sulmona. Il Lavoro che libera: i detenuti chiedono di rendersi utili al sindaco e al direttore

Foto Maria Trozzi
Carcere via Lamaccio Foto Maria Trozzi

Sulmona (Aq). Sono pronti alla fatica, da più di un mese si sono messi a disposizioni dell’Amministrazione comunale per attività umili, pesanti e dure, ma in alto loco tutto tace.

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Lettera dei detenuti 06.06.2014

Chiedono di essere impegnati in lavori socialmente utili per dare una mano là dove ce n’è davvero bisogno. A sollecitare non sono i cassintegrati che beneficiano degli ammortizzatori sociali, a farsi avanti sono 2 detenuti della Casa di reclusione di via Lamaccio che in una lettera indirizzata al sindaco di Sulmona, Giuseppe Ranalli, e al Direttore della Casa di reclusione, Luisa Pesante, domandano di riallacciare davvero i legami con quest’altra parte viva della città per organizzare quanto necessario ad impegnarli, tutti o quasi, nei lavori socialmente utili. Propongono e scrivono per conto della popolazione carceraria del penitenziario peligno e così, a piccoli passi,  percorrono quel sentiero rieducativo che la pena loro inflitta consente di affrontare per superare, nel quotidiano, le difficoltà ìnsite nella possibilità e nell’opportunità di cambiare. Dall’altra parte però occorre la sensibilità necessaria a prestare attenzione alle richieste degli altri, alle proposte partorite negli angoli più angusti del Comprensorio peligno. E’ necessario tradurre in pratica questo cambiamento e i due detenuti si sono rivolti, tempo fa,  al primo cittadino del capoluogo peligno e alla loro direttrice per dimostrare che possono rendere la loro vita migliore e così scrivono di: “..utilizzare i detenuti  in lavori socialmente utili quali pulizia di caditoie, manutenzione di aree verdi, parchi e giardini, di strade urbane e extraurbane e anche nei periodi di maggiore necessità come pulitura di sottoboschi, spazzare la neve e pulitura degli argini dei fiumi”. det_pulizia Suggeriscono anche i modi per garantire questa possibilità e propongono alle autorità locali di concludere una Convenzione, tra il Comune e la Direzione penitenziaria, proprio per favorire il loro graduale reinserimento nel mondo del lavoro e, di conseguenza, consentire un progressivo ritorno alla società esterna. Non è una pensata buttata lì a caso; una primordiale iniziativa, in tal senso, non era mancata durante l’Amministrazione Federico che nell’inverno 2012 impegnò un gruppo di reclusi su piazza Giuseppe Capograssi, per spalare la neve nei pressi della casa del sindaco, già direttore sanitario della struttura penitenziaria, e sulle vie antistanti. C’è da dire che molti Comuni italiani hanno avviato quest’esperienza e l’hanno portata avanti con ottimi risultati perché a beneficiare dell’impegno sul campo dei reclusi sono state soprattutto le comunità che li ospitano e che avrebbero l’occasione di dimostrare, ancora una volta, di non essere chiuse e refrattarie, inoltre anche Sulmona potrebbe diventare più bella e decorosa. mariatrozzi77@gmail.com

Anche su Corriere Peligno: Sulmona: i detenuti pronti a lavorare per la città
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7 risposte a "Sulmona. Il Lavoro che libera: i detenuti chiedono di rendersi utili al sindaco e al direttore"

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