Nastro trasportatore di Brindisi: monumento all’oscura civiltà del carbone

Brindisi il nastro trasportatore di contrada Cerano
Brindisi il nastro trasportatore di contrada Cerano (foto di Augusto de Sanctis)

Il nastro di 12 chilometri con cui l’Enel (Ente nazionale energia elettrica) trasporta il carbone dal porto alla Centrale Termoelettrica di contrada Cerano, a Brindisi è una vera e propria trincea di alcune decine di metri.  Polveri di carbone alla sbarra: il processo

Una trincea che ha compromesso la falda acquifera del luogo, circa 97 pozzi di acqua dolce oggi inquinata. I problemi sono cominciati nei primi anni Novanta e nel bienni 1995/96 gli abitanti dell’area hanno comunicato, per la prima volta al comune di Brindisi, che c’erano problemi alla falda. Non potendo fare a meno dei pozzi, per irrigare le coltivazioni, si è provato a scavare in profondità, sino a 50 metri, il che significa acqua salata per delle piantagioni che richiedono acqua dolce e, col tempo, i terreni sono diventati improduttivi. Ogni tanto  il vallo  si allaga con tutte le conseguenze del caso, visto che sul nastro passa il carbone, da 5 a 8 milioni di tonnellate l’anno. La centrale Enel è dedicata, scelta tragicomica, a Federico II (re di Sicilia, duca di Svevia, re di Germania e imperatore del Sacro romano Impero) che, a differenza di chi costruisce ciminiere, edificava grandiose realtà come Castel del Monte, in provincia dell’Aquila, in Abruzzo. carbonileOggi gli archeologi ci raccontano del Vallo di Adriano, costruito dai romani in Scozia. Chissà che diranno di quest’opera di archeologia industriale le future generazioni e i suoi ingegneri, sempre se il carbone farà arrivare l’umanità al futuro? Faranno un bel museo della preistoria sull’oscura civiltà del carbone. Sul cartello esplicativo scriveranno: “gli antichi per il profitto di pochi continuavano a morire di inquinamento mettendo a rischio la sopravvivenza della vita sul Pianeta nonostante l’esistenza del più grande generatore di energia, il Sole”. Mentre i turisti scriveranno sul libro dei visitatori: “Che strana civiltà!”

A Cerano, a poche centinaia di metri dal mostro, abitano circa 200 persone, perlopiù famiglie di agricoltori. Gli abitanti da sempre hanno lavorato e vissuto nella contrada. Era una tranquilla comunità di agricoltori che curava  uliveti, vigneti e immense distese di grano duro, piselli e broccoli irrigati con le acque del Canale Pandi e di altri 97 pozzi privati che oggi purtroppo risultano compromessi. I pozzi di falda freatica, profondi poco più di 6 metri, offrivano acqua dolce per una produzione di carciofi di qualità. Le aste per l’acquisto dei campi di carciofi mobilitavano acquirenti da tutta italia. Fonte firstlinepress.org

I residenti di contrada Cerano raccontano come si vive a ridosso del nastro trasportatore, tra le polveri di carbone, privati oltre che del lavoro anche dell'acqua. Su YouTube
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Non è un paese per fossili

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#nonfossilizziamoci 

Dichiarazione d’indipendenza energetica dalle fonti fossili

Noi cittadini liberi in Europa, con questa petizione globale, nel nome e per l’autorità degli abitanti presenti e futuri del Pianeta, dichiariamo:

  1. che le fonti energetiche sono e per diritto devono essere pulite, rinnovabili, diffuse e a disposizione di tutti; che esse devono altresì essere libere da carbonio (CO2) e da impatti sull’ambiente e la salute,
  2. che il petrolio rischia di distruggere luoghi unici come il Mediterraneo e l’Artico, che lo shale gas (gas da argille ovvero è gas metano estratto, da giacimenti non convenzionali) è portatore di pericoli e non di benefici per i cittadini, che il carbone è causa di morti e disastri ambientali;
  3. che ogni legame tra produzione di energia ed estrazione di combustibili fossili deve essere progressivamente ridotto e le nuovi fonti, in quanto libere e indipendenti, devono essere privilegiate, con massima attenzione per l’energia proveniente in maniera naturale da sole, vento, acqua, mare, calore del suolo.
  4. che l’efficienza energetica può ridurre in modo significativo, in tempi brevi e con vantaggi economici, la richiesta di energia e che dunque è da perseguire in ogni campo;
Chiediamo ai politici di trovare accordi globali per la salvaguardia del clima e far sì che l’energia venga, per il 45%, da fonti rinnovabili e pulite, entro il 2030.

Ask yourself if it is really necessary..

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