Sulmona. Il coraggio di ‘esternalizzare’ e capire

Sulmona (Aq). La gestione fallimentare del Servizio di nettezza urbana del Comune tiene sotto scacco Sulmona, speriamo ancora per poco!

Aggiornamento

Qualcuno in comune prova a risolvere l’annosa questione approntando un regolamento e una convenzione da condividere con altre amministrazioni per mettere in pratica, tra le alternative, l’ unica che porterebbe ad una concreta soluzione: l’esternalizzazione. Che parolone! Di cosa si tratta? Al sulmonese doc, tosto di cuore e al cambiamento, sospettoso nell’anima e sino all’osso, offriamo un piccolo contributo perché possa sputare sentenza, questa volta, con cognizione di causa.

L’attività del Settore nettezza urbana si sviluppa su un doppio binario. Parallelamente al servizio di spazzamento e sanificazione occorre garantire la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Chi si è occupato di tutto questo al Comune di Sulmona? Sconosciuti per i vecchi amministratori della città ovidiana i 4 elementi che fanno di una gestione una buona amministrazione:

  1. La conoscenza del quadro normativo e la pianificazione nella quale inserire il servizio di gestione integrata dei rifiuti.
  2. Le nozioni sul rifiuto, soprattutto le diverse fasi che costituiscono la gestione integrata e l’identificazione dei soggetti coinvolti nella produzione,  nella gestione e nel controllo dei rifiuti, nonché gli adempimenti richiesti.
  3. L’organizzazione del servizio, delle forme di cooperazione tra gli Enti locali, la tariffa.
  4. Le strategie di azione per la prevenzione e la raccolta differenziata dei rifiuti.

 Chi si è occupato di tutto questo sino ad oggi?

Storia. Partiamo dal 2006, per non dilungarci troppo. Otto anni fa la gestione del settore della Nettezza urbana e dei Trasporti urbani assorbiva il 25% delle risorse del bilancio comunale. In quel periodo Sulmona aveva seri problemi sul servizio dei rifiuti e trasporti e, con il pensionamento del dirigente Giovanni Barbati, nel 2007 la gestione di questi servizi fu affidata al dirigente della sesta ripartizione già indaffarato tra le beghe dei comparti dell’Urbanistica, dello Sportello unico attività produttive, del Commercio, dei Lavori pubblici, della Manutenzione, dell’Ambiente e del Patrimonio. Nel corso degli ultimi 10 anni il servizio è stato praticamente dimenticato così come l’obiettivo dell’equilibrio tra costi e benefici per i servizi al cittadino. Dal 2007 in poi la gestione in economia diretta dell’amministrazione ovidiana ha prodotto solo provvisorietà e mediocrità. Sotto la guida dell’allora sindaco Franco La Civita, nel 2007, il servizio di nettezza urbana venne affidato alla Pineto Coop e poi alla Sulmona Servizi, senza risultati. Per le singolari esigenze del servizio di nettezza urbana da tempo si sarebbe dovuta prevedere una direzione a sé stante ed esclusiva, di fatto non è accaduto.

L’errore. In tutti questi anni l’abbaglio è stato soprattutto di non aver riconosciuto mai un ruolo importante alla Nettezza urbana negando la gestione ad un solo dirigente da occupare esclusivamente in questo settore per gestire l’attività con metodi aziendali ed efficaci.

Situazione attuale. Un quarto del bilancio del Comune di Sulmona è tutt’ora impegnato a supportare i servizi di trasporto urbano e nettezza urbana.Nel settore non si è mai parlato di pianificazione per la reintegrazione dei mezzi e delle attrezzature, oggi tutti obsoleti L’aspetto tecnico è finanziario del servizio è stato praticamente ignorato e non è mai stato garantito un minimo di formazione al personale negando una metodologia di lavoro e trascurando specializzazioni e professionalità necessarie a facilitare i compiti, ad aumentare la produttività, ma soprattutto a garantire maggiore sicurezza sul lavoro. Non esiste nessuna pianificazione per lo spazzamento. Si apre il giornale, si legge il titolo dell’articolo Sporcizia a Porta Napoli e si parte a risolvere il problema. Altro che organizzazione, altro che pianificazione, oggi per gli addetti è solo una caotica corsa a tamponare l’emergenza. Lo svuotamento delle campane per la raccolta del vetro, della plastica e del cartone non avviene con continuità, non è programmata e dipende dai vuoti cosmici del bilancio perché è necessario predisporre un impegno di spesa. A dir poco insufficienti i 4 turni per la raccolta dell’indifferenziato e non si possono nemmeno incrementare senza mezzo e senza autista. Alziamo tutti le mani e facciamo cadere tutte le pietre perché il fallimento del servizio non è certamente attribuibile ai dipendenti comunali o a quelli delle cooperative o  ai lavoratori socialmente utili (Lsu). Sia chiaro!

 Attualmente

3,5 milioni di euro è il costo complessivo annuale del servizio

1 milione e 300 mila euro impegnati per il conferimento

800 mila euro è il costo della raccolta differenziata

700 mila euro è il costo della raccolta indifferenziata

500 mila euro la spesa per lo spazzamento

200 mila euro s’impegnano per il trattamento rifiuti

Esternalizzazione dei servizi. E’ la pratica indotta dal recente processo di modernizzazione e riorganizzazione della Pubblica amministrazione volta a  razionalizzare e rendere efficiente l’uso delle risorse umane ed economiche. Un sistema che rende certi i tempi d’erogazione e la verifica della qualità degli stessi per le amministrazioni pubbliche.

Esternalizzare non vuol dire solo risparmiare, ma pianificare, progettare, migliorare e procedere verso l’acquisizione di una utilità pubblica di dimensioni superiori, espressa dal miglior rapporto tra costi e benefici, quello che a Sulmona fino a qualche mese fa nemmeno s’immaginava. Pertanto ai costi da affrontare è necessario legare i vantaggi e i benefici. L’esternalizzazione del ciclo integrato dei rifiuti può essere raggiunta con tre diversi sistemi:

  1. L’affidamento con bando ai sensi del decreto legislativo n. 163
  2. L’affidamento misto pubblico-privato
  3. L’affidamento diretto a società partecipate e controllate dal Comune (affidamento in house).

L’amministrazione sulmonese vorrebbe optare per il terzo sistema perché l’affidamento in house al Cogesa, non solo fa risparmiare, ma consente di vigilare sulla gestione di numerose attività che sarebbero a carico dalla società per azioni. Tante patate bollenti che il Cogesa gestirà monitorata dal Comune che ne è socio. Condizioni che non si potrebbero pretendere nelle prime due ipotesi se non a costi maggiorati. Parliamo di attività legate all’ inquinamento ambientale, al controllo dei flussi dei rifiuti soprattutto quelli tossici e nocivi e tanto altro rimesso alla professionalità della società. Con l’affidamento al Cogesa del porta a porta, spinto al 66% entro l’anno di affidamento, si otterrebbe una riduzione della tariffa. Il risparmio sarebbe pari a 500 mila euro l’anno per l’amministrazione. La gestione in house rende possibile intervenire per variare o modificare il rapporto con la partecipata per la messa a punto del processo di raccolta e spazzamento, ma anche dopo se si riscontrassero della anomalie o dei problemi nel servizio. Non mancherebbe dunque il diretto controllo tecnico e amministrativo durante la gestione del servizio e non solo a conclusione dei lavori come in caso di appalto. Inoltre si sottoporrà a  valutazione diretta e controllata il rapporto tra costi/benefici. Leader nel settore, la società Cogesa opera da anni e i risultati della gestione parlano delle capacità dell’azienda. L’organizzazione, l’impianto e l’attività di gestione generale e specializzata del Cogesa sono da tempo impiegate con efficacia sul territorio.

Un passaggio stabile ai dipendenti del settore che oggi operano per il Comune, che verrebbero semplicemente trasferiti in un altro ramo d’azienda. In questo modo sarà possibile cominciare a parlare seriamente di professionalità, retribuzioni più dignitose e rapporti lavorativi migliori soprattutto per i 43 operai attualmente impiegati. Ciò è possibile perché il Cogesa è un’azienda interamente pubblica di cui Sulmona è socio con una quota pari a 1/6.

La Regione Abruzzo verso la gestione unica e 4 sub ambiti provinciali. L’evoluzione del sistema tende ad una struttura di sistema integrato, di fasi e di specializzazioni entro specifici sub ambiti territoriali di riferimento e, in rapporto ad essi, si accentuerà la specializzazione delle attività, l’innovazione tecnologica e la qualificazione organizzativa. Nel nostro sub ambito occorre essere protagonisti e il lavoro affidato ai dirigenti del comune punta proprio a questo. Sono stati forniti i primi elementi per la compilazione degli atti relativi al Regolamento del controllo analogo e alla Convenzione con il Cogesa affinché presto si possa arrivare finalmente a garantire ai cittadini un Signor servizio.

mariatrozzi77@gmail.com

Aggiornamenti

Ampliamento discarica Cogesa: ribasso del 60% offerto per l’intervento 23.02.2015

Raccolta e smaltimento rifiuti, la mano passa al Cogesa 29.11.2014

Esternalizzazione: missione compiuta. La parola ai consiglieri del Pd sulmonese 02.20.2014

Rifiuti: 9 sì all’esternalizzazione, passa l’affidamento in house al Cogesa 31.09.2014

4 risposte a "Sulmona. Il coraggio di ‘esternalizzare’ e capire"

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