Sulmona. Targhe shock per la toponomastica: refusi, nomi e gradi inesistenti

Mazzara Report-age.com 2014Alcune sono cadute in disgrazia a causa del terremoto del 6 aprile 2009, ma certe targhe che indicano i nomi delle vie di Sulmona riportano davvero  errori madornali.

Aggiornamento

Così chiarisce, il 2 maggio, la Commissione toponomastica, presieduta dal prof. Fabio Maiorano, presto riconvocata per portare avanti il lavoro necessario a sistemare una valanga di inesattezze affilate, nel corso dei secoli, sulle targhe. Una decina, almeno per il momento, le insegne sulmonesi che presentano errori madornali e vanno sostituite con interventi urgenti e prioritari chiarisce la commissione riunita anche per intitolare nuove strade e rotonde della città.

Foto Maria Trozzi
Via barone Panfilo Mazzara

Via Panfilo Mazara. Eclatante l’abbaglio su via e largo Mazzara perché la targa riporta erroneamente il cognome con una sola zeta. Sono errate le scritte che identificano le aree intitolate al nobile sulmonese Panfilo Mazzara, barone che nei primi anni dell’Ottocento fu componente di numerosi organi istituzionali del Mezzogiorno preunitario, memorabile assenteista. Nonostante questo, fu membro del Consiglio provinciale, tra l’altro nel 1810 il barone coprì l’incarico di Presidente in queste istituzioni dell’Abruzzo Ulteriore II e con il ritorno dei Borboni fece parte delle deputazioni (pag. 414 de Il Mezzogiorno preunitario: economia, società e istituzioni di Angelo Massafra). Le targhe, in pieno centro storico, forniscono l’indirizzo per numerosi uffici e complessi monumentali tra cui il palazzo dei baroni Tabassi, la chiesa di san Francesco della Scarpa la cui struttura, senza soluzione di continuità, confina col palazzo omonimo che accoglie il Comune di Sulmona. Di fronte palazzo Mazzara e  poi lungo la stessa strada il palazzo Baldassarre che accoglie gli uffici decentrati della Provincia dell’Aquila.

Il palazzo appartenne a numerose famiglie nobili sia cittadine che forestiere, fu noto come Palazzo Baldassarre, dal nome di un tesoriere che vi abitò sullo scorcio del Cinquecento. Fu sede dei funzionari della Regia tesoreria d’ Apruzo citra fin dagli anni angioini. Dopo aver subito rimaneggiamenti e ampliamenti post terremoto del 1706, ospitò prima il Tribunale circondariale (1871) e poi la Caserma dei Carabinieri (1885), data in cui la proprietà passò alla Provincia dell’Aquila, che ora ha qui i suoi uffici distaccati.  Fonte

Irritanti, a dir poco, alcuni indigeni saccenti che di quelle targhe fanno bagaglio culturale, pronti a rettificare i pochi che scrivono Mazzara con due zeta!

Via Marco Barbato. Conferma anche l’enciclopedia Treccani che quel Barbato da Sulmona non è un cognome, ma un vero e proprio nome di battesimo. Dunque il nome Marco, sulla targa, va cancellato. Barbato era un nome in uso nel capoluogo Peligno per il culto del santo vescovo di Benevento. La famiglia del notaio sulmonese non risulta avesse un cognome. Per farla breve, nel Trecento i cognomi non erano per tutti! Giudice ai contratti nelle province di Terra di lavoro, del Molise e dei due Abruzzi, qualifica che gli fu confermata dalla regina Giovanna I nel 1343, Barbato aggiunge alle sue amicizie uomini di cultura della corte di Napoli e i grandi toscani Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio.

via Virgilia D'Andrea Report-age.com 2014
Via Virgilia D’Andrea

Via Virginia D’Andrea. Virgilia D’Andrea, e non Virginia. Qualcuno dei ragionieri dell’Istituto tecnico commerciale Antonio de Nino si è mica accorto che la via d’ingresso al loro istituto, lo stesso complesso che accoglie i geometri da formare e preparare in città, sarebbe intitolata all’anarchica oetessa sulmonese Virgilia D’Andrea e non Virginia? Per chi ancora non conosce la poetessa, maestra ed anarchica sulmonese sarebbe il caso di consultare non solo la biografia dell’enciclopedia Wikipedia che ripete con costanza il refuso a metà dell’opera. Suggeriamo la documentazione presente in queste pagine gentilmente offerte dal Centro studi Capograssi (clicca qui per leggere).

Via Fratelli Angeletti. Sarebbe da rimuovere la targa Via fratelli Angeletti, per la Commissione è il caso di  aggiungere i nomi  Ubaldo e Antonio Angeletti ed eliminare la parola fratelli.

Via Giovanni Testini. In realtà è Giovanni Teotini, non Testini, si potrebbe aggiungere anche il grado di ufficiale? Impeccabile la comunità di Rovereto che, nella Provincia autonoma di Trento, non sbaglia una virgola per le lapidi lungo la Strada degli Artiglieri. Così dal Trentino Alto Adige riceviamo una grossa lezione di cultura e finalmente sappiamo che il tenente Giovanni Teotini è un sulmonese davvero coraggioso, nato nel 1914 a Sulmona, morto valorosamente il 19 marzo 1937 a Masegoso in Spagna durante la battaglia di Guadalajara (8 marzo-23 marzo 1937) nella guerra civile spagnola combattuta tra le forze della seconda Repubblica spagnola e numerose unità delle Brigate internazionali da una parte e i nazionalisti di Francisco Franco affiancati dalle unità del Corpo truppe volontarie italiane (Ctvi) dall’altra e il tenente fu mandato in Spagna per prendere il comando di una batteria morendo eroicamente dopo aver esaurito tutte le munizioni. Fonte 

Viale Europa Comunita Europea. Nella targa manca l’accento sulla scritta Comunità, il fatto che dalla Comunità si sia passati all’ Unione Europea non è importante.

Via Solimo. Un po’ di confusione su piazza santa Monica per la targa via Solimo che andrebbe fissata all’imbocco della piazza di fronte alla trattoria Mafalda.

Nella targa del piazzale Paolo Di Bartolomeo, indimenticato sindaco di Sulmona, la commissione chiede di eliminare la scritta Grande Ufficiale.

Per l’insegna Porta Filorum Amabilis in latino si scrive Filiorum (figli) e non Filorum.

Targhe nuove su via della Pace, viale Teofilo Patini, lato Circonvallazione Occidentale, via dell’Ospedale, incrocio via Corfinio, discesa di Porta Molina o meglio Costa di Porta Molina, lato via Quatrario e viale Palmiro Togliatti, lato viale XXV aprile. Si tratta di insegne cadute nel terremoto del 6 aprile 2009 o rimosse, mai risistemate, dopo i lavori di ristrutturazione che hanno interessato gli edifici che le accoglievano. E siamo solo al principio dei lavori della commissione premesso che meritano un intero articolo gli abbagli incisi sulle lastre di marmo del monumento dei caduti di piazza Carlo Tresca. Anni fa furono restaurate e modificate, ma con pessimi risultati.

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