Skip to content

Necrologio dell’Orso Bruno Marsicano

Il dossier di Maria Trozzi è partito nell’ottobre 2013 ed è costantemente aggiornato. La più recente revisione è del 19 ottobre 2016. Il lavoro di ricerca che la giornalista sta svolgendo è frutto di un’attenta, paziente e scrupolosa attività d’inchiesta a disposizione dei navigatori della Rete. Si tratta di lavori sino ad ora mai raccolti in uno studio così completo messo in Rete. Le fonti e il blog (con link di collegamento) vanno citati, è il minimo per chi attinge e prende informazioni.

Orso Orma _4_PNALMNecrologio dell’Orso Bruno Marsicano

Ne mancano circa 10 all’appello, secondo i dati diramati dall’ufficio di Presidenza del  Parco nazionale D’Abruzzo Lazio e Molise, il 6 ottobre 2014 sarebbero 38 gli orsi marsicani censiti, nel 2011 si stimavano 49 individui della specie, sarebbero 25 le femmine. Sono 11 i cuccioli di orso bruno marsicano nella conta cumulativa delle femmine con piccoli nel territorio del Pnalm osservati nel 2014, nel 2015 appena 6. Sono tempi duri per l’ Ursus arctos marsicanus, Orso bruno marsicano. Se prima era difficile convincere l’uomo che questa specie è fondamentale per l’ecosistema ora è praticamente impossibile. Per l’animale simbolo del Parco nazionale d’Abruzzo è davvero una strage, ne sono morti 4 nel 2013 (altrettanti nel 2014). “Grazie a recenti ricerche scientifiche si stima una popolazione di circa 40 esemplari di Orso Marsicano nel territorio del Parco e nelle zone limitrofe” dichiarano dal Pnalm. (Approfondimento). Certo recenti ricerche, ma nel sito ufficiale dell’ente le pagine dedicate all’Orso non erano aggiornate un anno, almeno dal 28 agosto 2013. Ne è passata di acqua sotto i ponti e di orsi ne sono morti tanti. Quanti ne rimangono in vita se, andando oltre, il numero degli orsi vittime di incidenti era sospeso al 30 maggio 2012? Basterebbe fare una elementare sottrazione dei casi di decesso registrati nel 2014 oppure occorre approfondire. Le nascite dei cuccioli di orso censite sono seguite o si ricomincia da capo ogni anno? Quanto tempo fa gli orsi sono stati registrati dalle guardie del Parco nazionale e i cuccioli crescono o restano sempre piccoli? Un po’ di confusione sui numeri affiora dalle stesse pagine on line gestite dal Pnalm in cui l’incognita orso è ricamata sulla scia di un appello lanciato dalla Società di storia della fauna, Giuseppe Altobello, risalente a gennaio 2012. Per l’occasione il Parco conferma che l’esigua popolazione di orso marsicano era di 40-50 esemplarila stessa degli anni OttantaCosa pensare a questo punto? Parco-Nazionale-D-Abruzzo-Basta-alla-strumentalizzazione-dell-Orso-Marsicano_imagelarge1-300x199Gli orsi che gravitano nell’area Parco sono 40, così come indica il Pnalm nell’esordio delle letture dedicate al mammifero o si può pacatamente indugiare su uno scarto di almeno 5 unità, pendolando tra un minimo e un massimo, tra 40 a 50 esemplari della sottospecie, come riferisce il Pnalm in un comunicato di gennaio 2013? Il range è piuttosto insolito se il numero di individui è così limitato. L’approssimazione eccessiva impone allora di arrampicarsi sugli specchi e consultare, gioco forza, il necrologio intitolato: Orsi marsicani rinvenuti morti dal 1971 ad oggi. Il bollettino funebre però è fermo al 30 maggio 2012. Sguarnito degli incidenti mortali di orsi del Parco capitati da giugno 2012 in poi che possiamo diversamente procurare grazie alle segnalazioni e ai verbali riempiti dai militari dell’Arma dei Carabinieri della provincia di l’Aquila e ad altre interessanti segnalazioni dei lettori fatte a Report-age.com e riscontrabili. Tenendo comunque presente che almeno nel 2014 sono stati censiti 11 cuccioli d’orso, inclusa Morena che, stessa sorte dell’orsetto Sandrino, morto nel 2015, viene adottata dal Pnalm e a dicembre  2015 finalmente liberata. Confermare che sia orfana di madre non è possibile, la carcassa di mamma orsa non è stata ancora trovata (almeno non se ne ha notizia sino al 12 gennaio 2016.

Oltre a ciò è necessario sottolineare che, negli anni Ottanta, il numero di orsi caduti sul campo di battaglia subì una singolare e brusca impennataDal 21 aprile 1981 al 22 luglio 1989 morirono 26 Orsi Bruni Marsicani: 10 furono ammazzati dai cacciatori, una delle morti inoltre rimane ancora sospetta e si diluiscono nel tempo le analisi svolte dagli istituti zooprofilattici, chiamati a far luce sulle cause dei decessi di questi ultimi esemplari, le necroscopie quasi mai sono celeri e spesso vengono dimenticate nei meandri degli uffici tra pile di cartelle di impiegati poco efficienti. All’arma da fuoco si aggiunge il laccio per almeno 2 dei 10 orsi barbaramente uccisi dall’uomo. Nelle retrovie, sempre nell’89 almeno 3 orsi vennero investiti, 8 dipartite hanno viceversa cause ignote, un orso è stato vittima di bracconaggio, sono solo 2 i  plantigradi deceduti per cause accidentali. Inoltre i 40 o forse 50 esemplari calcolati dal Pnalm sarebbero stati censiti attraverso 2 metodi contrastanti, l’uno dovrebbe escludere l’altro:

1) la conta degli avvistamenti avvenuti

2) le analisi sul Dna dei peli d’orso, recuperati nell’area protetta – con un metodo di ricerca di Luigi Boitani, del dipartimento di Biologia dell’Università La Sapienza di Roma.

Visto che l’orso è un vagabondo, percorre almeno 80 chilometri al giorno quando non è in letargo, potrebbe capitare di beccare il pelo di orsi marsicani e pellegrini già avvistati? A quella quarantina dobbiamo sicuramente sottrarre i 3 orsi deceduti nel 2013, 1 probabilmente è stato avvelenato, ma non si esclude che gli abbiano sparato, i colpi però non sono stati letali. Altri 2 sono vittime di incidenti stradali, uno sulla strada statale 479 tra Anversa degli Abruzzi e Villalago. Non si sottraggono alla macabra conta forse i 4 orsi venuti a mancare, almeno per il 2014.

Salta all’occhio la parolina “Ignota” quanto si indica la causa di morte di 36 orsi su 93 deceduti, registrati nel necrologio degli Orsi. Il registro funereo si attiva il 21 giugno 1971 e si spegne a maggio 2012. Calende greche per l’accertamento delle cause, ancora in corso, per il decesso di un plantigrade registrato il 30 maggio 2012, ultimo della black list. Dal 1971 a maggio dello scorso anno, sono in tutto 17 gli esemplari di Orso Bruno Marsicano morti sotto il fuoco nemico. L’ultima uccisione del genere risalirebbe al 2 ottobre 2002, l’orso femmina Orsnec0302 (è l’identificativo) muore a Rio San Michele, località di Castel San Vincenzo. A distanza di 11 anni e in piena campagna elettorale (Regionali 2014), spunta un titolo terrificante per il  Workshop del mese dei morti, fissato il 29 novembreCaccia e aree protette: quale futuro per l’Abruzzo. Il programma del gli d’interventi è epurato di relatori che rappresentino proprio quelle aree. L’Assessore regionale alla caccia, Mauro Febbo aveva preannunciato il convegno scientifico convocando gli stati generali, Presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, in testa. All’incontro non mancano i massimi esperti nazionali ed internazionali chiamati a disquisire sulla gestione della fauna e sul futuro della caccia in Abruzzo, anche rispetto al rapporto con le aree protette.  A settembre 2014 il rapporto s’interrompe a colpi di fucile, un orso viene fatto secco a Pettorano sul Gizio, nell’aquilano, perché insisteva a prendersela con le galline di alcuni pollai del paese durante le sue incursioni notturne. La maggior parte delle strutture sono abusive, ma quella è una delle poche fonti di sostentamento per le comunità delle aree montane. Anche solo prendere in considerazione il fatto di eliminare tutti i pollai non in regola significa non rendersi conto della realtà dell’entroterra abruzzese e di come centinaia di famiglie stiano tornando alla fame. Meglio hanno fatto le organizzazioni a tutela non solo dell’Orso ma anche dell’Uomo che, nel comprendere le cresciute esigenze di queste località semi isolate hanno offerto un piccolo contributo per coprire una parte dei danni subiti dai plantigradi e hanno persino garantito delle reti elettrificate di protezione per impedire futuri raid dell’orso in paese (2014).

Come minimo, per contrastare l’estinzione del mammifero, si sarebbe dovuto fare chiarezza almeno sulle oscure cause di morte di 37 esemplari, 10 gli orsi vittime di avvelenamento e per 3 individui si tratta, a dir poco, di avvelenamento sospetto, un avvelenamento di per sé è sospetto bisogna semplicemente capire se sia determinato dall’inquinamento ambientale o dalla volontà di qualche criminale, impossibile verificare. Quando si accenna a questa causa di morte sarebbe necessario indagare sulle sostanze impiegate per eliminare gli ultimi della specie, così per capire se i metodi adottati dagli assassini cambiano o se si può ragionevolmente parlare di gruppi d’azione criminale che si scambiano informazioni, esperti organizzati alla bisogna invidiosi dei cani degli altri. Gli istituti di zooprofilassi abruzzesi, ingaggiati per far luce sulle cause della morte di questi 93 animali, vengono istituiti anche a questo scopo! Probabilmente saranno caduti in prescrizione quei 37 orsi deceduti per cause ignote. Strani numeri di scarto, inutili ai progetti e al monitoraggio dell’orso. Molte le attività di ricerca, finanziate con soldi pubblici, per investire sull’orso e tutelarlo a tal punto da proporre al Ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, un’Autorità speciale per l’Orso Bruno Marsicano con una certa approssimazione però nell’indicare il numero totale degli esemplari da proteggere, se tutti gli orsi del Pnalm sono microcippati come si fa a dire che il loro numero oscilla tra i 40 e i 50 individui. Il tempo trascorso senza far niente legittima il necrologio dell’orso e, allo scopo, consente di trascurare l’anagrafe del plantigrado.

Un caso eclatante è quello dell’orso Bernardo. Muore il primo ottobre 2007 a Gioia dei Marsi (Aq) in località Campo Mizio, nel Parco, secondo i rapporti delle forze dell’ordine. Si tratta di vera e propria mancanza di coordinamento se nella stessa scheda dei decessi fornita dal Pnalm, risulta che l’orso Bernardo è morto avvelenato il 30 settembre a Costa Caprara e non il 1 ottobre a Campo Mizio. L’esemplare adulto femmina cade stecchito nei pressi della sorgente Bocciante, il giorno successivo, sempre per avvelenamento come per il suo cucciolo che invece muore il 2 ottobre, a Balzo di Campomizzo, Pescasseroli (Aq).

Amore a prima vista per l’orso per una generosa miliardaria americana che, leggenda vuole, donò un milione di dollari al Parco d’Abruzzo per la ricerca e la conservazione dell’orso, dopo il fatidico incontro con l’Orso Bernardo nel giardino di casa. Assieme a Bernardo, il personale del Corpo Forestale rinviene le carcasse di altri 2 orsi marsicani, meno famosi, un adulto ed un cucciolo. Solo uno degli orsi era provvisto di rilevatore Gps, ma per tutti e 3 la causa del decesso è verosimilmente avvelenamento doloso riferiscono Carabinieri e agenti della Forestale. Sono 12 i plantigradi investiti in 42 anni, tra questi 4 sono finiti sotto un treno.

Oltre il bollettino di guerra degli orsi

1) La morte dell’orso Stefano, investito il 25 aprile 2013. L’incidente è così descritto dalla pagina web del parco nazionale d’Abruzzo:

“Il tragico incidente è avvenuto molto lontano dal Parco Nazionale, sull’autostrada A24, km 89 direzione Roma, nei pressi del casello di Tornimparte, ai margini del Parco regionale Sirente Velino e presso la Riserva naturale della Duchessa al confine tra le Regioni Abruzzo e Lazio”. (Leggi qui)

Sempre nella stessa pagina si parla di altri incidenti per gli orsi, mancano però le verifiche:

“Altri investimenti hanno riguardato, ad esempio, l’autostrada A25 nel tratto aquilano Pescina – Pratola Peligna a cavallo tra il Parco nazionale, il Parco regionale e la Riserva naturale del monte Genzana e la stessa strada 83 che attraversa il Parco verso Pescasseroli. Anche il treno è stato a volte causa di morte per questi splendidi animali” La strada viene messa in sicurezza grazie anche all’intervento dell’associazione Salviamo l’orso con della segnaletica che invita a moderare la velocità e viene ridotto anche il limite a 70 km/h.

2) Stefano bis (?). Un altro orso, soprannominato dai media, con poca fantasia, ancora Stefano, muore d’estate rinvenuto il 7 luglio 2013 sul monte Marrone, nel versante molisano del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise:

“L’orso Stefano, trovato morto ieri sul monte Marrone, nel versante molisano del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise «è stato brutalmente assassinato a colpi di fucile da criminali». Lo rende noto il Parco precisando che all’esame radiografico, eseguito dagli esperti nella facoltà di veterinaria di Teramo, sono state rilevate 3 pallottole di cui una, quella mortale, alla testa. «Una vera e propria esecuzione che fa supporre l’utilizzo di diversi tipi di fucile, quindi l’intervento di diversi bracconieri» è scritto nel comunicato del Pnalm. Nei prossimi giorni scatterà la denuncia alla Procura di Isernia da parte dei vertici del Parco”. (Vedi qui) “Morte a sangue freddo” dicono indiscrezioni. [A dicembre 2016 l’articolo locale citato risulta cancellato dalle pagine on line del quotidiano Il Messaggero. Non solo, si viene a sapere che il veterinario incaricato dal Pnalm per l’indagine necroscopica sull’orso Stefano è indagato per rivelazione di segreto d’ufficio].

A smentire le dichiarazioni del Pnalm, 3 giorni dopo, sono diversi quotidiani on line, l’agenzia d’informazione Asi press e i siti dei cacciatori. Si fa strada l’ipotesi di avvelenamento perché l’orso, con molta probabilità, si sarebbe cibato di una carcassa di cavallo putrefatta rinvenuta a pochi metri e i colpi sul corpo esanime di Stefano bis sarebbero stati esplosi da un fucile molto prima della morte dell’animale, non erano stati letali, ma di certo lo hanno indebolito (Approfondimento).

Di queste singolari novità il Pnalm però non sembra trattare, supporti ufficiali non mancano però per avere conferme. Il Corpo forestale dello Stato di Pizzone (Isernia) riferisce di aver rinvenuto, nel tardo pomeriggio del 7 luglio 2013, a circa 2 mila metri di altitudine, in località Ferrucce, la carcassa di un orso bruno dell’apparente età di 8 anni. Nelle immediate adiacenze c’è la carcassa di un puledro “di cui l’orso, con tutta probabilità, si era nutrito” riferiscono i militari dell’Arma che indagano sul caso. La carcassa del plantigrade viene affidata all’Istituto zooprofilattico di Teramo per l’esame autoptico, da allora si sa solo che Gli esami esperiti non hanno consentito di accertare le cause del decesso: la carcassa del plantigrado presenta alcune ferite di arma da fuoco, verosimilmente pregresse e gli esami tossicologici esperiti davano esito negativo.

3)  Il terzo decesso. Alle ore 22 del 24 ottobre 2013 un esemplare femmina di Orso Bruno Marsicano viene investito a Villalago (Aq). Per i quotidiani on line di Pescasseroli l’orso ha tra i 4 e i 5 anni ed è in età riproduttiva, per le forze dell’ordine però ha 8 anni 

“L’orsa è morta nel corso di un intervento chirurgico a Teramo, aveva tra i 4 e i 5 anni, era in età riproduttiva, è stata investita la sera precedente da un giovane automobilista residente a Villalago.  L’incidente, sul quale indagano gli agenti della Forestale di Villetta Barrea, è accaduto lungo la Strada Regionale 479 Sannite della Valle del Sagittario, nel tratto Villalago-Anversa, ai limiti della zona di protezione esterna del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise. L’impatto è stato violento in relazione, sembra, alla velocità del mezzo in quel rettilineo e alla limitata larghezza della carreggiata. Nello stesso tratto stradale l’ente Parco aveva apposto l’inverno scorso tabelle che segnalano Pericolo attraversamento orsi”(Approfondimento).

Il plantigrado, rimasto ferito sulla strada, viene soccorso. Si decide di trasportarlo all’Istituto zooprofilattico di Teramo. Troppo pesante l’esemplare per impegnare un solo corpo di polizia. Data la mole, al personale della Forestale si aggiungono le Guardie del Pnalm. La femmina ferita viene operata, ma purtroppo muore. Le energie a disposizione del Parco non sono bastate a salvarle la vita, se ci fosse stata la task force diretta dall’Autorità speciale promossa da Rossi sarebbero stati in 3 a trasportare l’orsa in fin di vita a Teramo? Sull’orsa investita, questa volta interviene il Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando (ottobre 2013) dichiara: “Siamo in emergenza. Si deve fare il punto sulle responsabilità e rafforzare le azioni di tutela _  il Ministro sollecita le Regioni a rafforzare un’azione condivisa _ Ho chiesto al Parco azioni mirate e specifiche, ho fatto riunire più volte al Ministero il tavolo del piano d’azione per la tutela dell’orso marsicano, ho attivato formalmente il Corpo forestale dello Stato e i Carabinieri dei Noe (ndr Nucleo operativo ecologico). Ora voglio capire cosa non funziona e perché, voglio comprendere se tutti fanno la loro parte per tutelare questo simbolo d’Abruzzo e dei Parchi italiani. Per questo intendo convocare un’apposita riunione operativa in loco, con il supporto della struttura prefettizia, per affrontare una vera e propria emergenza” (Approfondimento).

Nel 2013 è segnalato un  decesso al ministro Galletti nella interrogazione depositata da Gianni Melilla (deputato Sel -Testo con riquadro in fondo)

Emergenza orso ed è subito task force. Il Commissario del Pnalm, Giuseppe Rossi (2013), insiste nel proporre l’istituzione di un’Autorità speciale per salvarlo. A suo dire sarebbero rimasti meno di 40 esemplari. Al dunque, se a gennaio 2013 il numero oscillava tra i 40-50, ora siamo a meno di 40. Eppure ne sono morti 4 di orsi nel 2013 e almeno fino a novembre (?). Il Ministro Orlando convoca il Presidente del Pnalm, il 15 novembre, per un tavolo operativo. Col Presidente Rossi il suo funzionario Renato Di Cola,  convinto sostenitore della task force speciale per risolvere i problemi d’estinzione del plantigrade. All’incontro viene invitato anche il Presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi. Mancano gli esperti: il Comitato scientifico, i biologi e i responsabili della struttura veterinaria. Insomma quelli che hanno il polso della situazione non sono stati interpellati. Loro che potrebbero dare un contributo non sono stati convocati. Sono finiti i tempi d’oro, dal 1970 al 2000, dell’amministrazione Tassi. Insiste a chiedere un’autorità dell’orso Giuseppe Rossi, Commissario Straordinario del Parco Nazionale d’Abruzzo da giugno 2006 a maggio 2007, Presidente del Parco Nazionale d’Abruzzo dal 1° giugno 2007 a luglio 2012 e dal 12 luglio 2012 è di nuovo Commissario Straordinario del Parco Nazionale, in attesa che il Ministero concluda l’iter per nominare il nuovo Presidente del Pnalm. Intanto il Caso Orso monta sui media a tiratura regionale e irrompe nelle pagine di blog e organi d’informazione on line. Tra i segnalati alla carica di Presidente del Pnalm, oltre alla ricandidatura dello stesso Rossi, anche Antonio Carrara, 10 anni di esperienza alla guida della Comunità montana Peligna (Presidente Pnalm dal 18 marzo 2014). In linea di massima, con l’Autorità speciale per l’Orso Bruno Marsicano si intende istituire un nuovo organismo all’interno del Pnalm volto ad offrire un trattamento di favore all’animale simbolo del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Si vorrebbe istituire una task force per la vigilanza e il monitoraggio di questa specie per scongiurarne l’estinzione, altro personale da assumere, speriamo con concorso pubblico, nell’ente Parco e che dovrà coordinarsi, sul territorio, affatto sguarnito di addetti ai lavori, con le Guardie del Parco assunte a concorrere con gli agenti del Corpo Forestale dello stato e le Guardie ecozoofile con compiti di vigilanza similari forse anche la Polizia Provinciale e ancora i militari dell’Arma dei Carabinieri. Per la vigilanza sono già impiegati, nel Pnalm, un centinaio di uomini con medesime funzioni, senza considerare altri corpi di controllo che operano indirettamente e a beneficio del Parco e della comunità. Qualche esempio? Le guardie ecologiche e la polizia provinciale, le Guardie volontarie del Wwf e tanti altri volontari di varie associazioni. I dati raccolti nella scheda, fornita dal Pnalm, in cui vengono registrati i decessi degli Orsi Bruni Marsicani (dettaglio) danno spunti di riflessione sull’opportunità di costituire un’Autorità speciale a tutela esclusiva di questa specie in via d’estinzione. La scheda consente di conoscere il trend dei decessi e le cause di morte degli orsi Bruni Marsicani, da tempo monitorati dall’ente Parco. Un esame secondario mette in evidenza che muoiono, in media ogni anno, oltre 2 orsi della specie. Ciò accade almeno per il 2010 e il 2011. Uno solo a maggio 2012, ma la lista poi non è più aggiornata se non dalla cronaca. Le cause di morte degli Orsi Bruni Marsicani sono:

  • 2012 La causa del decesso, dell’unico orso marsicano censito il 30 maggio è ancora ‘in corso di accertamento’.
  • 2011 Bracconaggio e investimento (2770-codice; Orso marsicano-specie; OrsNec0111 -identificativo; I -sesso (in questo caso I dovrebbe intendere sesso Ignoto); 21/04/2011-data della morte,  Violata di Villa Scontrone-Località; Scontrone – Comune; Bracconaggio-causa della morte. 2775 Orso marsicano OrsNec0211, F, 03/05/2011; Valle Chiara, Pescasseroli; Investimento )
  • 2010 Ignote (2491 Orso marsicano OrsNec0210 F 12/06/2010 Le Fossette Collelongo Ignota e 2489 Orso marsicano OrsNec0110 F 12/06/2010 Le Fossette Collelongo Ignota

Indietro nel tempo

Dal 2009, si nota un crescendo annuale di decessi della sottospecie Orso Bruno Marsicano. É da sottolineare che a giugno 2006Giuseppe Rossi diviene Commissario Straordinario del Parco Nazionale d’Abruzzo, per la prima volta, coprirà il ruolo fino a maggio 2007 e dal 1° Giugno 2007 finalmente assurge alla carica di Presidente del Parco Nazionale d’Abruzzo. Eppure, per i 10 decessi di Orsi Bruni Marsicani, registrati in quei 3 anni di amministrazione Rossi del Pnalm, non c’è traccia di iniziativa rispetto a quella  proposta da Rossi al ministro Orlando quando viene ascoltato come Commissario del Pnalm (incarico ricevuto dal 12 Luglio 2012). Premesso che la presidenza del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise dà diritto ad un retribuzione/rimborso mensile di circa 700 euro, la politica della Spending review ha garantito il taglio degli stipendi ai Consiglieri del Pnalm che attualmente non percepiscono alcun compenso. Il fatto è che rimane pur sempre un ruolo di prestigio in una struttura che dà lavoro, voti e garanzie a molti, ma non a tutti.

2009 muoiono 3 Orsi Marsicani

  1. 2241 Orso marsicano – OrsNec0109 – F – 10/06/2009, Valle Orsara, Scanno – Aggressione conspecifici
  2. 2239 Orso marsicano – vincenzina – F – 12/07/2009, Castagna Filignano, Filignano – Ignota
  3. 2227 Orso marsicano – S/Fortunato – M – 19/09/2009, Balzo della Croce, Pescasseroli – Predazione da cani

2008 muoiono 2 Orsi Bruni Marsicani

  1. 1999 – Orso marsicano – OrsNec0108 – F – 09/05/2008 – Colle Terzone – Lecce dei Marsi – Aggressione conspecifici
  2. 1371 – Orso marsicano – Nestore – M – 11/08/2008 – Monte Cavallo San Biagio – Saracinisco – Ignota

2007 muoionoOrsi Bruni Marsicani

  1. 1725 – Orso marsicano – OrsNec0207 -M – 01/09/2007 – Valle Coppella, Campoli Appennino – Aggressione conspecifici
  2. 1723 – Orso marsicano – OrsNec0107 -M – 01/09/2007 – Valle Copella, Campoli Appennino – Aggressione conspecifici
  3. 1056 – Orso marsicano – Bernardo -M – 30/09/2007 – Costa Caprara, Gioia dei Marsi – Avvelenamento
  4. 1734 – Orso marsicano – OrsNec0307 -F – 01/10/2007 – Sorgente Bocciante, Gioia dei Marsi – Avvelenamento
  5. 1738 – Orso marsicano – OrsNec0407- M – 02/10/2007 – Balzo di Campomizzo, Pescasseroli – Avvelenamento

2006 muore 1 solo Orso a Luglio

  1. 1445 Orso marsicano Orsnec0106 I 27/07/2006 Lecce Vecchia Lecce nei Marsi Ignota

2003 muoiono 3 orsi avvelenati

  1. 1164 – Orso marsicano – Orsnec0303 – M – 15/09/2003  – loc. Campo di Grano, Pescosolido – Avvelenamento
  2. 1138 – Orso marsicano – Orsnec0103 – M – 18/07/2003 –  Vallone Acquaro, Villavallelonga Villavallelonga – Avvelenamento
  3. 1163 – Orso marsicano – Orsnec0203 – F – 15/09/2003 – loc. Campo di Grano, Pescosolido – Avvelenamento

2002 muoiono 5 plantigradi per differenti cause

  1. 536 – Orso marsicano – Carlo – M -17/02/2002 – loc. Bassa Valle Inguagnera, San Donato Val di Comino, San Donato Val Comino – Ignota
  2. 1046 – Orso marsicano – Orsnec0102 – M – 12/06/2002 – loc. Colle Ciglio-lago, Barrea Barrea – Patologia
  3. 1057 – Orso marsicano – Orsnec0202 – I – 17/06/2002 – loc. Valico Inguagnera, sentiero F6, Val Fondillo Opi – Ignota
  4. 1072 – Orso marsicano – Orsnec0302 – F – 02/10/2002  – Rio San Michele, Castel san Vincenzo Castel San Vincenzo – Arma da fuoco
  5. 841 – Orso marsicano – Serena – F – 20/10/2002 – loc. Camping la Luna, Alfedena Alfedena – Bracconaggio

La strage dell’Orso diventa emergenza che mobilita oggi ambientalisti, animalisti e parlamentari: “Abbiamo spesso messo in guardia il Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise e le Istituzioni preposte del pericolo che incombeva, in generale su tutta la fauna selvatica, ma in particolare sull’orso lungo numerosi tratti della viabilità che attraversa il Parco stesso e nell’areale della specie _ dichiara Stefano Orlandini, Presidente dell’Associazione Salviamo l’Orso  _ Quale iniziative hanno intrapreso dal Maggio 2011 ad oggi le competenti Autorità, vale a dire il Pnalm, il ministero dell’ambiente (Mattm), la Regione Abruzzo, la Provincia dell’Aquila e la Società strada dei Parchi? Purtroppo poco o nulla. Hanno pianto lacrime di coccodrillo, hanno rilasciato le solite preoccupate dichiarazioni, hanno tentato di mettere in programma alcune azioni e poi hanno lasciato cadere il tutto nel nulla. Del resto – si risente Orlandini – come potremmo essere sorpresi noi, che seguendo l’attività del Pnalm giornalmente da 3 anni a questa parte abbiamo visto ben pochi problemi affrontati in modo adeguato, criticità risolte, provvedimenti implementati. Mai una volta che si sia venuti a conoscenza della causa accertata della morte di un orso” chiarisce Orlandini (Approfondimento).

Sconfinamento, causa di morte degli orsi? Dal 1971 ad oggi sono 14 gli orsi investiti e di questi 4 sono finiti sotto un treno. Non ci sono spazi sufficienti, ma non si conoscono i loro singolari itinerari perché solo 1 esemplare è munito di radiocollare. Era stato avviato un progetto per la cattura degli orsi e così procedere al loro monitoraggio, in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma e non si sa come sia andata a finire la storia dei radiocollari, si dice che il presidente Rossi abbia sospeso l’iniziativa. Il 18 settembre 2014, dopo la morte dell’orsa Daniza a Trento, arriva lo Stop all’uso dei narcotici per mettere i radiocollari agli orsi. Lo decide il ministero dell’Ambiente  (Gian Luca Galletti – 2014). “E’ necessario un chiarimento dopo la morte di Daniza”, si legge sul profilo Twitter del ministero.

Perché l’orso si allontana dal Pnalm? La risposta per alcuni è semplice: “Gli orsi vagano alla ricerca di quel cibo di cui hanno estremo bisogno in primavera e in autunno e che purtroppo non trovano più nei confini del Parco.  Si tratta di quelle risorse alimentari di origine antropica scomparse perché più nessuno coltiva e pascola come un tempo”(Approfondimento) producendo le risorse da dare in pasto all’orso abituato a certi pranzetti da migliaia di anni. Per sfamare l’Orso sono partite diverse attività, tra queste la raccolta fondi messa in campo, nel 2008, da un quotidiano locale per acquistare delle piantine di frutta da interrare per garantire cibo agli orsi, in luoghi presumibilmente frequentati dalla specie appenninica: la Camosciara, Casone Antonucci. E’ proprio il caso di dire che l’iniziativa non porta buoni frutti, anzi! A quanto pare  le piantine vengono donate dal Corpo forestale dello stato, stazione di Castel Di Sangro e il Cospa, Comitato spontaneo allevatori Abruzzo, il 28 agosto del 2009  denuncia un fatto inquietante. Dino Rossi, coordinatore del Comitato, raggiunge  Pescasseroli per ispezionare il meleto impiantato con i soldi dei lettori del quotidiano a tiratura regionale. L’allevatore, esperto di agricoltura, si accorge che il 10% delle piantine “messe a dimora la primavera scorsa, donate dalla Forestale di Castel Di Sangro, presentano un forte stress dovuto alla mancanza idrica e sono da ripiantare perché sono secche, per l’incuria in cui versa il terreno. Circa 6 mila euro vengono corrisposti ad una cooperativa per la coltivazione in quell’area che però non viene fatta” (Comunicato Cospa, di quello stesso anno 28.08.2009).

In attesa che il Pnalm abbia il suo presidente (2013) l’Abruzzo dei volontari ambientalisti si mobilita anche per liberare la strada che garantisce al mammifero il cibo di cui va ghiotto (Lettura). In Marsica, l’ultima settimana di ottobre (2013), sono stati recuperati 100 alberi di meli e peri nella Val Giovenco, a Bisegna, in valle Roveto e a Civita d’Antino. Le operazioni per il recupero delle aree frequentate dagli orsi, sono portate avanti dai volontari del Wwf e Coop.

L’orso è davvero tanto affamato? Non proprio. Il necrologio fa da sponda anche questa volta perché dobbiamo tornare davvero indietro di parecchi anni, al 1978, per conoscere la storia di 1907, è il nome in codice di un Orso marsicano maschio che il 16 agosto 1978 muore a Valle Cervara (Villavallelonga) per  denutrizione. E’ l’unico caso registrato in oltre 40 anni di monitoraggio. 

La politica Sel deposita delle interrogazioni a risposta scritta, l’ultima è del 29 ottobre. Un’altra interrogazione, stesso deputato abruzzese di Sinistra ecologia e libertà, è dell’aprile 2013, successiva all’investimento dell’orso Stefano, il primo. Poca fantasia per Sel che rispolvera l’idea della banca del seme per l’orso marsicano. La proposta originale è presentata a gennaio 2013 dalla Società di storia della fauna Giuseppe Altobello che il 3 dicembre 2014 presenta una equipe italo spagnola pronta a lavorare sulla banca del seme per l’Orso bruno marsicano. E comunque, nell’interrogazione rivolta al ministro dell’ambiente Orlando (2013) l’onorevole di Sel propone anche una forte implementazione delle misure di tutela attiva e di prevenzione sul territorio che siano di supporto ad una politica di espansione dell’attuale popolazione di orsi marsicani. Nella seconda iniziativa il deputato interroga ancora il ministro dell’ambiente sul caso dell’orsa investita a Villalago (Aq). Per l’onorevole Melilla “Il fatto è molto grave essendo ridotta la popolazione di questi rari plantigradi a circa 60 unità ed è quindi a rischio la conservazione di questa specie_ orsù da circa 40 esemplari di Orsi marsicani presenti nel territorio del Parco si passa a 40-50 individui, poi a meno di 40 e ora di nuovo a 60 unità. Il Parlamentare non ha fornito un dato approssimato perché poi prosegue con un dato di fatto: “Quest’ultimo episodio segnala una progressione preoccupante. Se dividiamo infatti l’intervallo temporale, della statistica relativa agli Orsi rinvenuti morti tra il 1971 ed il 2012, in periodi di 7 anni, notiamo come ai primi 2 cicli turbolenti della vita del Parco con rispettivamente 22 e 26 decessi, ne sono seguiti altri 2 dei quali il primo con soli12 morti ed il secondo in ripresa con 17 vittime. L’ultimo che stiamo vivendo (2006-2013), registra una brutta accelerazione con ben 20 perdite di cui 4 solo nel 2013. Il commissario straordinario del Parco, Giuseppe Rossi, subito dopo l’episodio ha posto all’attenzione delle istituzioni locali e nazionali, il problema della conservazione dell’orso bruno marsicano come grande emergenza sottolineando che il Parco, da solo, non è in grado di gestirla”.

La femmina della specie Orso bruno marsicano è fertile dal terzo anno, ma è raro che si accoppi ai primi calori. La gestazione è di circa 6 mesi e tra un parto gemellare e l’altro trascorrono circa 4 anni.

La vita media degli orsi supera i 20 anni d’età sarebbe anche il caso però di capire dove sono andati a finire gli orsi morti di vecchiaia. Un solo numero fortunato al momento, l’orso che corrisponde al codice 1908, Orso marsicano in pensione che il 18 novembre 1978, a Trincerone Colle dell’Osso (Opi), lascia serenamente questa vita per cause naturali. Che la terra gli sia lieve.

Oltre 40 anni e il necrologio degli orsi registra un solo caso di trapasso naturale. I plantigradi del Pnalm sono davvero sfortunati.

mariatrozzi77@gmail.com

 

2014 Per il  momento sono caduti nel campo di battaglia almeno 4 orsi del Pnalm, il 18 marzo si insedia alla Presidenza del Parco Antonio Carrara, oltre 20 anni di esperienza nella Comunità montana peligna, organismo che ora non c’è più. Per 6 mesi il neo presidente può esercitare anche i poteri esecutivi dell’ente, ma tutti i parchi alla data del 4 dicembre 2014 rimangono sguarniti dell’organo esecutivo e di fatto le più importanti aree protette restano commissariate. A nulla valgono gli appelli della Comunità del Parco al ministro Galletti.

  •  14 marzo località Sperone di Gioia dei Marsi (Aq) un’orsa viene soccorsa dal servizio veterinario del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, ma muore poche ore dopo, era affetta da tubercolosi bovina;
  • 9 giugno – a Pescasseroli (Aq), località Prato Cardoso, viene trovata la carcassa di un orso di 15 anni, esemplare maschio conosciuto con il nome Ferroio. Morto dopo un confronto con un altro orso, queste sono le risultanze della analisi (01.10.2014) del Centro di referenza nazionale per la medicina forense veterinaria dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle regioni Lazio e Toscana, a Grosseto. Il corpo è stato recuperato dalla guardie del Pnalm, esattamente al confine fra i Comuni di Civitella Alfedena e Scanno, in provincia di L’Aquila, in avanzato stato di decomposizione, probabilmente morto qualche giorno prima e parzialmente consumato da predatori necrofagi di passaggio, evento del tutto naturale. Gli esami tossicologici fatti sui resti dell’animale, tesi ad accertare se la morte fosse stata causata da sostanze tossiche, hanno dato esito negativo, così come quelle tendenti ad evidenziare eventuali patologie. Sul corpo dell’animale, grazie alla necroscopia eseguita nell’istituto di Grosseto sono stati rinvenuti dei pallini da caccia, così come rivelano le analisi autoptiche fatte anche su altre carcasse di orsi.
  • 29 agosto – a Settefrati (Frosinone), paesino della Valcomino, muore un cucciolo di orso, una femmina di circa 7 mesi;
  • 12 settembre – a Pettorano sul Gizio (Aq) un ciclista del posto scopre la carcassa di un esemplare maschio di orso nelle campagne della frazione Vallelarga. Da una prima ricognizione del veterinario ufficiale del Pnalm Luca Brugnola, unico ad aver esaminato l’animale in loco, si era esclusa la presenza di ferite d’arma da fuoco o altri traumi violenti sul corpo dell’orso “in quanto non ci sono segni visibili di lesioni” recitava il comunicato del Corpo forestale dello Stato, ma il 17 settembre, dalle analisi del Centro di referenza nazionale per la medicina forense veterinaria, Istituto zooprofilattico di Grosseto, in Toscana, si scopre  che un bossolo di fucile è finito nell’intestino dell’animale, potrebbe essere questa la causa dell’infezione forse peritonite che ha stroncato, dopo una lunga agonia, l’esemplare colpito da almeno altri 5 pallettoni, forse preso di spalle.  Il 19 settembre un uomo di Pettorano, messo alla strette, confessa di aver sparato al plantigrade. É la prima volta che le indagini del Corpo forestale dello Stato fanno chiarezza, in brevissimo tempo,sulla morte di un orso risalendo almeno ad un responsabile.

2015

  • 24 maggio  viene trovata una cucciola d’orso, di circa 3 mesi, nei territori aquilani del Pnalm. L’orsetta, viene chiamata Morena, della sorte toccata alla madre non se ne interessa nessuno, la storia della cucciola segue la stessa sorte di un altro piccolo d’orso che negli anni Settanta viene adottato dal Pnalm, si fa pressione perché l’orsetta possa essere svezzata in modo tale da garantirle una futura reimmissione in natura. Non molto distante dal luogo del ritrovamento della piccola, le guardie rinvengono la carcassa di un lupo, in località Prati d’Angro nel comune di Villavallelonga (Aq), all’interno dell’area di protezione esterna del Parco nazionale di Abruzzo Lazio e Molise. Si ipotizza, in principio, che mamma orsa possa essere morta e seguito di cause non naturali, ma i resti dove sono finiti? Non c’è veleno nell’area, lo conferma l’infallibile olfatto di Antidoto, il cane antiveleno del Corpo forestale dello Stato.

(Nota di Franco Zunino, segretario generale dell’associazione italiana Wilderness Orso marsicano. Da Sandrino a Morena la storia si ripete 02.06.2015)

  • 22 giugno – in località Cesarello del comune di Pescasseroli (Aq), le guardie del Servizio di sorveglianza del Pnalm recuperano i resti di un esemplare femmina di orso bruno marsicano, si tratterebbe dell’orsa Tranquilla, non è la mamma dell’orfana Morena, l’orsetta trovata a marzo. Ad un primo esame dei resti dell’animale sembra potersi escludere una morte traumatica, si propende per una morte naturale verosimilmente avvenuta lo scorso autunno. L’orsa dovrebbe avere 11 anni in base ai dati recuperati dal radiocallare di cui l’esemplare era munito dal 2009.
  • Durante l’anno l’associazione Salviamo L’Orso, di Stefano Orlandini, chiede ripetutamente che sia disposto il divieto di pascolo per il bestiame a Bisegna e a Gioia dei Marsi, nell’aquilano, perché dal 2012 quel’area conterrebbe focolai di tubercolosi bovina. Il 30 aprile la Giunta regionale abruzzese dà ragione al presidente dell’associazione e chiude al pascoli le aree infette, ma il divieto purtroppo non viene rispettato né fatto rispettare.
  • Il 5  agosto due deputati di Sinistra ecologia e libertà interrogano il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, esattamente un mese più tardi, i Comitati parchi d’Italia chiedono, in una nota congiunta, una risposta non elusiva dal ministro ai chiarimento demandati dai rappresentanti della Camera dei deputati per far luce, finalmente, sulla vera storia del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
  • Il 15 ottobre muore, a 34 anni, Sandrino l’orso mascotte del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise che sarebbe stato salvato negli anni ’80. Il testimone passa all’orsetta Morena, forse orfana, trovata denutrita e spiazzata a Villavallelonga, a maggio. Dai 3 chili iniziali, oggi la cucciola pesa 23 kg e, probabilmente a novembre, sarà reimmessa in natura.

2016

  • Il 22 luglio viene recuperata la carcassa di Morena l’orsetta adottata dal Pnalm, trovata senza mamma lungo un sentiero dei Prati d’Agro, fonte Averetta, a Villavallelonga (Pescasseroli Aq). Il nome che le viene assegnato è quello di una giovane donna i cui funerali si celebrano il giorno dell’avvistamento della cucciola. Sembra avere lo stesso destino di Sandrino l’orsetta. Dopo averla sfamata e saziata, ingrassata, gli esperti decidono di restituirla al suo habitat, ma per altri tecnici è troppo presto, i gemelli d’orso restano con la mamma solitamente 4 anni. Tanti dubbi sulla morte di Morena che resta, alle solite, un mistero dei tanti del parco. Ciò che resta del plantigrado, nel territorio di Scanno, viene recuperato diversi giorni dopo la dipartita dell’animale: smagrito, raccontano alcuni. L’esame esterno della carcassa, eseguito dal veterinario del parco, non ha consentito di stabilire le cause della morte, riferiscono, per la rapida decomposizione degli organi accelerata dalle temperature elevate di luglio.  C’è chi dice che sia morta di fame l’orsetta e chi per incapacità. Ancora nulla sull’esito della necroscopia eseguita sul mammifero nell’istituto zooprofilattico sperimentale di Grosseto, almeno sino a metà settembre 2016 Morena sarebbe stata avvistata per l’ultima volta, viva, il 15 luglio e a detta di quelli che avrebbero dovuto essere i suoi guardiani era in buona salute. Strano, perché in un inedito scatto fotografico inviato dal gruppo Orso d’Italia, recuperato durante i mesi del rilascio, prima del 28 giugno 2016, il plantigrado non sembra affatto incondizioni, ma guardando con occhi da profani. Dicono dal Pnalm che il segnale di mortalità del collare satellitare non ha funzionato e i guardia parco riferiscono che dai controlli telemetrici del pomeriggio del17 luglio non sono emerse anomalie (approfondimento a cura di Maria Trozzi).
  • Investito da un mezzo a motore, la mattina del 18 ottobre un orso maschio di 4 anni. L’animale stava attraversando il corridoio faunistico che dalla pineta di Roccaraso porta alla piana di Rivisondoli, nell’aquilano. Purtroppo il passaggio, all’altezza del motel Agip, è tagliato in 2 dalla statale 17. Il plantigrado sull’asfalto con la spina dorsale spezzata è morto dopo ore di agonia. Alla Rezione e all’Anas si chiede di ripristinare i passaggi faunistici dell’area, anche perchè,  4 ore prima dell’incidente, sempre statale ma all’altezza di Roccapia, un’audi A4 investe un cervo. Non sono trascorsi nemmeno 10 giorni da un altro investimento sulla strada, vittima un cervo maschio adulto che viene preso in pieno da un tir sulla statale 17, sempre in piena notte, ma all’altezza del cimitero di Pettorano sul Gizio.

Archivi

Progetto banca del seme dell’Orso bruno marsicano 03.12.2014

Sono stato Io‘ confessa l’uomo che ha sparato all’Orso 19.09.2014

La strada dell’Orso: dal Pnalm alla Majella attraverso la Riserva del Genzana 03.09.2014

Da Pescocostanzo a Cansano arrivano gli orsi del Parco Majella 27.08.2014

 01.07.2014 Il limite di velocità a 70 km orari è entrato appena in vigore, con ordinanza della Provincia dell’Aquila, sulla strada regionale 83 Marsicana fra Gioia dei Marsi e Campomizzo, vicino Pescasseroli. L’iniziativa rientra nel progetto di sicurezza stradale che dal 2004 è stato messo in campo dall’associazione Salviamo l’orso per il Comune di Gioia dei Marsi e la Provincia di L’Aquila. Il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise si è impegnato invece per la messa in sicurezza di alcuni tratti della provinciale 479 nella valle del Sagittario. A finanziare l’iniziativa, almeno per il momento, è l’organizzazione Patagonia e Fondazione Tidea con 8 mila dollari.

Nel 2011 erano 49 orsi censiti nel Pnalm e ne sono morti almeno 11

15 Comments »

Ask yourself if it is really necessary..

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: