Sulmona. Dalle cave oltre 65 mila euro da pagare al Comune

Foto Maria Trozzi
Pacentro dalla Morrenese

Sono 3 le aziende su via Ancinale che svolgono attività estrattiva in tre diverse cave e il debito che le tre imprese hanno cumulato nei confronti del Comune di Sulmona ammonta a circa 65 mila euro. Gli importi che le ditte devono corrispondere annualmente, ma che da tempo non vengono riscossi dall’amministrazione comunale, sono quelli da impegnare per mitigare l’impatto dell’attività estrattiva che subisce il territorio. Sembra sia in funzione anche una quarta cava, poco nota e semisconosciuta agli uffici di palazzo san Francesco, la ditta probabilmente si sta mettendo in regola. Le leggi regionali abruzzesi, per l’apertura non autorizzata di una cava o coltivazioni illegali prevedono sanzioni amministrative innocue rispetto al giro d’affari di un’attività estrattiva e al danno all’ambiente, dicevamo sanzioni che vanno da 516 mila a 10 mila 329 euro.  Le somme annuali, da versare come ristoro al Comune, sono destinate alla realizzazione d’interventi diversi da quelli a carico del titolare dell’autorizzazione di cava.

Rapporto cave 2014 Legambiente
Rapporto cave 2014 Legambiente

Gli importi non sono riscossi da anni e mentre le casse pubbliche languono anche per indolenza amministrativa la valle Peligna viene tranquillamente sventrata. Che dire delle strade devastate anche dal passaggio dei mezzi per un’attività d’estrazione ad impatto ambientale evidente. Nessuna possibilità poi  di prevedere interventi di manutenzione costante per migliorare la circolazione perché non ci sono soldi. É un problema comune ed è un pericolo soprattutto per la viabilità nell’area attorno alle cave dove cresce il centro abitato.

In base a quanto stabilito dall’art. 132 (Legge regionale 54/1983) i Comuni seguono un ordine di priorità nell’individuare gli interventi  possibili con le somme riscosse annualmente dalle ditte che nel loro territorio svolgono attività estrattiva:

  1.          protezione civile, attraverso la realizzazione di opere ed infrastrutture nonché l’acquisto di mezzi e beni strumentali per l’attività  di protezione civile e soccorso pubblico,
  2.          viabilità e sicurezza stradale, finalizzati alla mitigazione dell’incidenza dell’attività estrattiva sul traffico locale, in particolare quello dei centri abitati, anche attraverso il potenziamento qualitativo e quantitativo di beni strumentali e mezzi della polizia municipale;
  3.          recupero ambientale, anche attraverso destinazioni diverse da quella agricola, dei siti estrattivi dismessi presenti nel territorio comunale.

Le tre imprese dovrebbero corrispondere una somma annuale commisurata al tipo ed alla quantità di materiale estratto nell’anno, in base a certe  tariffe. Una sola di queste aziende dovrebbe versare circa 30 mila euro all’amministrazione peligna. In questi anni però tutte e tre le ditte non hanno corrisposto alcunché. Agli uffici comunali di palazzo san Francesco qualcuno se ne sta occupando?

L.R. 54/1983, art.132 Comma 1) Il rilascio, la proroga od il rinnovo dell’autorizzazione o concessione di cava di cui alla presente legge è subordinato alla presentazione di convenzione stipulata, sulla base di uno schema tipo predisposto dalla Giunta regionale, tra il richiedente ed il comune o i comuni interessati con la quale il richiedente si impegna a versare annualmente al Comune, in un’unica soluzione, una somma a titolo di contributo alla spesa necessaria per la realizzazione di interventi ed infrastrutture atte a mitigare l’impatto dell’opera estrattiva sul territorio, ulteriori rispetto a quelli posti a carico  del titolare dell’autorizzazione , tale somma è commisurata al tipo ed alla quantità di materiale estratto nell’anno, in conformità alle tariffe stabilite  con atto della Giunta regionale ed aggiornato con gli stessi criteri di cui all’art. 14 , comma 2.

mariatrozzi77@gmail.com

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